SIGARETTE E FUNK CON GLI AMICI ALL’UFO BAR, LA BANDA MAJE CI PORTA IN SALIFORNIA

Te faccio sentì ‘na superstar, stasera te porto all’UFO Bar

A distanza di qualche settimana dall’uscita di Ufo Bar su Four Flies Records facciamo un salto in Salifornia, luogo magicamente raccontato nelle otto tracce dell’album d’esordio della Banda Maje. Da rifugi per nottambuli incalliti e avanzi di balera passando alle ai contrabbandieri di sigarette fino al mitico Agostino Di Bartolomei, storie celebrate a suon di funk e in stile con quelle colonne sonore italianissime anni ’70 firmate da maestri oggi riconosciuti a livello internazionale. Soul e disco d’oltre oceano incontrano i personaggi del posto, eh che posto… quella Salerno che ha mille storie da raccontare, l’ultima è quella di una festa per il ritorno in Serie A. Proprio da li abbiamo cominciato la nostra intervista con Tonico 70 e Peppe Maiellano tastierista e fondatore della band.

 


 

Partiamo da tutt’altro argomento, il calcio! Raccontateci questo anno magico della Salernitana e come la città ha vissuto la cavalcata della squadra verso la promozione in serie A…
Siamo ovviamente felici di questa promozione per molti versi inaspettata. Salerno è storicamente molto legata alla propria squadra, perciò, nonostante il calcio di oggi idealmente ci appartenga molto poco, siamo contentissimi perché possiamo riprovare a dire la nostra in massima serie dopo ben 23 anni! E soprattutto perché la serie A sarà
grande motivo di attrazione per le nuovissime generazioni.
 

Aspettiamo ancora un attimo prima di parlare dell album e continuiamo a parlare di Salerno. Vorrei proprio sapere dove mi portereste se vi chiedessi di passare 24 ore in “Salifornia” con tutti voi. Da una colazione, alla corsa mattutina, per poi mettersi a tavola e per finire a ballare …quando tutto tornerà esattamente come prima.
La mattina sicuramente ti porteremmo a fare un’ottima colazione con cornetto e caffè sul Lungomare, dopodichè una pausa pranzo “marinara” nella nostra trattoria preferita sul Corso: spaghetti ai frutti di mare, frittura di paranza locale e un buon bicchiere di vino. Dopo una giornata di lavoro è d’obbligo l’aperitivo sotto il Duomo e poi un bel concerto o dj set in uno dei tanti localini del nostro splendido centro storico.
 

Ok, veniamo a voi, siete tanti e vi risparmio le presentazioni… ma com’è nata Banda Maje ?
L’idea nasce da Peppe Maiellano e Tonico Settanta che hanno deciso di riversare in questo progetto tutto l’amore per la musica presente e passata. Siamo partiti dalle melodie carnali della nostra terra, passando per la Cinecittà dei tempi d’oro, alla scena neapolitan power fino a contaminare con elementi che ci hanno colpito di più negli ultimi anni, con una spiccata propensione verso il mondo della musica black. Siamo partiti per il piacere di farlo, senza obiettivi e vincoli. Poi tutta una serie di casualità ci hanno portato ad essere contattati da Four Flies Records,
che non smetteremo mai di ringraziare per averci dato questa meravigliosa opportunità di far conoscere la nostra musica al di fuori del “cortile di casa”. Siamo una band numerosa e ci piace così, viviamo il concerto come un rito collettivo in cui liberiamo tutte le nostre energie positive.

 

Raccontateci tutte le emozioni e gli stati d’animo di “Ufo Bar” nel momento di scrittura/produzione e quelli che provate adesso quando lo riascoltate tutti insieme.
La scrittura di questo album risale a settembre/ottobre 2018. Finito il lavoro di arrangiamento siamo entrati in studio a maggio 2019 ed eravamo pronti per uscire nella primavera 2020. Poi è successo il finimondo a causa del covid e siamo rimasti bloccati un anno nel limbo. Meno male che la musica ci ha tenuto a galla mentalmente, non è stato un periodo facile. Demetrio Stratos diceva che bisogna abolire le differenze tra musica e vita ed è ciò che abbiamo provato a fare. Idealmente il lato A del disco è un guardare con affetto e spensieratezza ai ricordi d’infanzia mentre il lato B è il presente, caratterizzato da uno stato d’animo più ombroso e disincantato. Il lavoro più grande è stato quello di trovare dei musicisti che sposassero questo progetto con il cuore, perché volevamo assolutamente avere un feeling prima di tutto umano. La musica si fa tra persone ed è destinata alle persone, le vibrazioni positive che possono esserci tra i musicisti sono importantissime per la riuscita di un brano, di un concerto e di un disco.
Quando lo riascoltiamo insieme è sempre un piacere, ognuno di noi ha il suo pezzo preferito e la cosa più bella è che (deformazione professionale!) siamo tutti concentrati a scambiarci impressioni e pareri su come suoneremmo live questa o quella parte.
 

La tradizione melodica napoletana e il funk sono alla base del vostro sound, poi c’è l’amore per le colonne sonore anni ’70 e i B- Movies. Fateci due nomi a riguardo: il compositore e il film che più degli altri venerate.

Domanda difficilissima, abbiamo talmente tanti Maestri che, ognuno a suo modo, ci ha trasmesso qualcosa di unico. Sicuramente l’elemento più importante è stato riconoscere quel modo di fare tutto italiano nell’approcciarsi a linguaggi provenienti da altre culture musicali. Il periodo “pop” di Morricone e a seguire i vari Umiliani, Piccioni, Trovajoli tanto per citare i più in vista, ci ha colpito tantissimo. Un film cult che non smettiamo mai di rivedere è Il Camorrista di Tornatore, oltre a tutto il cinema poliziottesco napoletano.
 

Tutto pronto per andare in scena sui palchi italiani ? Questa estate si sta già muovendo qualcosa e noi speriamo di portarvi presto dalle nostre parti… vi state già organizzando per le date con Banda
Maje ?
Si, iniziano ad arrivare molte proposte. Non è facile muovere una band come la nostra ma ci teniamo a rappresentare il concetto in toto. Attualmente, con mille difficoltà legate all’incertezza della situazione pandemica, stiamo iniziando a chiudere date principalmente al centrosud e speriamo di muoverci in tutta Italia.

 

Della serie “e se domani” vi chiedessero di realizzare le musiche per una colonna sonora, chi vorreste che fosse il regista ?
Siamo molto legati a registi che o non lavorano più o sono passati a miglior vita. Uno dei registi attuali che ci piace è Matteo Garrone che con il suo stile di regia riesce davvero ad entrare nelle realtà quotidiane del nostro Paese.
 

Lo stato di salute della musica napoletana a noi sembra ottimo, voi che ne dite? Vi chiederei di consigliarci cinque pezzoni imprescindibili dalla tradizione della canzone napoletana, quelle che proprio fanno felici tutti i parenti.
1. Eduardo De Crescenzo – Metropolitana
2. Pino Daniele – Viento ‘e Terra (ascoltate la splendida versione suonata
alla Radio Televisione Svizzera)
3. James Senese – Basta Mo No Cchiù
4. Peppino Brio – Gelusia
5. Renato Carosone – Tu vuò fa l’americano
Però è davvero difficile scegliere…ne abbiamo scelti 5 ma ce ne sono almeno 5000 ahahah

 

Ultimo vinile acquistato e che cosa ci consigliate di acquistare da Disclan, lo storico negozio di dischi che ha sede proprio nella vostra città (e in cui so che Tonico 70 è di casa)?
L’ultimo disco comprato qualche giorno fa e di cui ci siamo innamorati è Good Good Things di Blundetto. Uscito nel 2020 ma stampato solo in questi mesi in vinile. Consigliamo l’acquisto e l’ascolto di questo producer francese molto originale. Dopodichè da Disclan troverete tanti dischi nuovi interessantissimi, dai Kruhangbin ai Fat Freddie’s Drop per finire a Delvon Lamar e i Monophonics.

 

Una label nel mondo con cui vorreste realizzare un disco dopo l’ottimo esordio con Four Flies Records.
Siamo fan sfegatati della Colemine Records di New York. Amiamo il loro modo di fare musica e di scegliere l’ambientazione adatta per ogni produzione. Come piace fare a noi e come abbiamo cercato di evidenziare, nel nostro piccolo, in UFO Bar.

 

 

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