IN REPARTO VINILE TUTTA LA PASSIONE DI LUCA BERNASCONE

Luca Bernascone di REPARTO VINILE è dal 2017 che spinge con una passione ed una professionalità incredibile tutto l’amore che ha per la musica. L’abbiamo visto con i nostri occhi alla preview di quell’evento magico che è Camporella: le persone venivano risucchiate da quella persona dietro sei metri di banco, con una parola per ogni vinile, una conoscenza musicale infinita visto che prima ancora di essere un venditore Luca è stato dj e oggi anche produttore. Marco Febbraro l’ha richiamato per dare il suo prezioso contributo per Camporella OFF in arrivo Venerdì 19 Novembre con due pezzi grossi in consolle: Fabrizio Mammarella e Gianmaria Coccoluto. Nel frattempo tra un contatto e l’altro i due si sono raccontati un po’ di curiosità e alcune di quelle sono finite in questa intervista per noi di Beat to be.

Raccontaci di te. Ma non essere sbrigativo…

Ciao Beat To Be, grazie per avermi dato questo spazio per parlare di me. La domanda è impegnativa perché mi occupo di diverse cose. Mi ritengo molto fortunato di poter lavorare con la musica, che è ciò che amo di più nella vita. Faccio il DJ da quando avevo 16 anni, ho fondato Reparto Vinile nel 2017 e una label omonima quest’anno. Questi sono sogni che ho realizzato e che mi appagano molto e mi consentono di continuare a sognare. Sono la mia linfa vitale.

Qual’è, secondo te, l’aspetto più importante che deve tenere in considerazione il proprietario di un negozio di dischi?

Per quanto mi riguarda l’essere sempre alla ricerca di qualcosa che non conosco, siano esse label o producer. Tutto ciò alimenta la voglia di apprendere e di conseguenza proporre cose nuove ai clienti.

Senza dover necessariamente svelarci i tuoi trucchi e/o fare nomi, come scegli la musica da acquistare, nuova e/o usata? Quanto conta per te il ruolo dei distributori, oppure quanto ritieni importante il rapporto diretto con le etichette.

Come detto in precedenza, la continua ricerca fa si che le mie endorfine positive si nutrano di novità, apprendendo tutto ciò che mi ruota intorno. Scelgo principalmente in base al mio gusto, spaziando a 360° tra i generi musicali e rispecchia molto quello che mi inspira di più in un determinato periodo. I distributori sono determinanti per una ricerca costante, come lo sono anche le indie label come spesso mi contattano direttamente. Umanamente sfugge sempre qualcosa, ma quando lo scopro è il momento migliore.

Quando hai deciso di aprire il negozio, immaginavi che sarebbe stato così come è oggi? Dicci una cosa che è successa, ma che ne avresti fatto volentieri a meno, e una invece che tutti i giorni ti fa essere orgoglioso della scelta che hai fatto.

Ho aperto da poco per cui posso dire che il background del negozio è in continua evoluzione. Farei volentieri a meno della poca professionalità che riscontro certe volte.

Quali sono i tre artisti e le tre etichette che segui con maggiore attenzione nell’ultimo periodo. Oppure se preferisci, visto che ormai siamo agli sgoccioli del 2021. Qual’è la tua Top5 per quest’anno? Se hai anche dei titoli non ancora rilasciati, ma comunque imminenti, in pre-ordine, sei il benvenuto.

Questa è la domanda più difficile in quanto trovo che vi sia una miriade di cose interessanti. Direi che il movimento italiano è molto florido, pieno zeppo di persone molto capaci. Citarne solo una manciata vorrebbe dire dimenticarsi di altri e non me la sento. Sarebbe come un oltraggio all’operato di troppe label e producer che adoro. Sosteniamoli!

Un disco con cui descriveresti Camporella. E perché proprio questo disco?

Cabopolonio – Camera 6 (RV001 Reparto Vinile). E’ la mia prima release e penso che racchiuda lo spirito di Camporella Record Fair, fatto con grande amore per la musica.

 

 

Marco Febbraro

A&r, label manager, music consultant, publishing, records retailer, utopian.

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