
Quando John Coltrane entrò in studio nel 1961 con ventuno musicisti per registrare “Africa/Brass”, non stava semplicemente ampliando il proprio linguaggio: stava aprendo una nuova zona del jazz. Quel disco, il primo pubblicato da Coltrane per Impulse!, portava dentro arrangiamenti di fiati monumentali, tensione spirituale e un immaginario africano che arrivava in un momento storico precisissimo: l’anno precedente, diciassette paesi africani avevano ottenuto l’indipendenza. Tenderlonious torna su quel materiale con “Africa/Brass Live”, l’idea è quella di entrare nel corpo vivo dell’album originale, rispettarne la visione e poi spingerla in avanti con la propria sensibilità, modalità realizzabile visto che il disco è più sottovalutato e forse più aperto all’esplorazione di altri realizzati da Coltrane. Per questa performance, Tenderlonious ha riunito un quartetto essenziale ma potentissimo: lui ad alto sax, soprano sax e flauto, On-Ly al piano, Horatio Luna al basso e Tim Carnegie alla batteria. La tracklist è asciutta e monumentale: “Africa”, “Greensleeves” e “Blues Minor”. Il primo brano, già disponibile su Bandcamp, dura oltre diciassette minuti e lascia intuire bene la direzione dell’intero lavoro: c’è la radice spiritual jazz, c’è l’eredità afro-diasporica, c’è il rapporto con il live come rito collettivo, ma c’è anche quella tensione fisica che rende il jazz ancora oggi vicinissimo alla club culture più profonda. Su Bandcamp della label 22a è disponibile il 12″ vinyl.