
La Nigeria degli anni Ottanta è un territorio musicale meno immediatamente mitizzato rispetto agli anni Settanta di Fela Kuti, dell’afrobeat e delle grandi band highlife/funk. Ma proprio qui succedono cose interessanti: l’industria cambia, le etichette locali si rafforzano, i musicisti dialogano con reggae, disco, boogie, synth, pop globale e nuove tecnologie di studio. La musica resta profondamente locale, ma comincia a riflettere un mondo sempre più connesso. Strut Records torna in Nigeria, ma questa volta sposta l’asse temporale in avanti, dopo aver contribuito in modo decisivo alla riscoperta globale del suono nigeriano anni Settanta con la storica serie Nigeria 70, la label britannica presenta Nigeria 80. Il punto di partenza è importante. La prima Nigeria 70, uscita nel 2001, ebbe un ruolo fondamentale nel portare al pubblico internazionale molte registrazioni rare della scena nigeriana, in un momento in cui il lavoro di reissue e digging africano stava diventando sempre più centrale per DJ, collezionisti e ascoltatori. Nigeria 80 continua quel percorso, ma lo porta dentro un decennio più complesso: anni di crisi economica, condizioni politiche restrittive e, allo stesso tempo, enorme vitalità creativa. Undici tracce mettendo insieme nomi fondamentali e percorsi meno conosciuti della musica nigeriana. In tracklist troviamo giganti dell’highlife come Sir Victor Uwaifo e Prince Nico Mbarga, accanto a Paulson Kalu, I.C. Rock, Mansour, Evi-Edna Ogholi, Prince David Bull, General Franco-Lee Ezute, Segun Adewale, Lekan Animashaun e Ibealaoke Chukwukeziri. Dentro il disco convivono juju, afro-funk, reggae, boogie, pop locale, dance band music, percussioni tradizionali e nuove forme di produzione urbana. La release arriva come 2LP / 2×12” con suono rimasterizzato e nella versione limited edition con tiratura a 400 copie trovi i vinili “Inksplosion” colorati, poster A2 e gatefold sleeve. Fuori l’11 settembre 2026 con pre order QUI
