
La kO-R2 è un diffusore passivo a due vie, caricato a tromba, costruito artigianalmente a Hope, Arkansas, nello storico luogo di produzione Klipsch. Il cabinet è realizzato in Baltic birch plywood a 13 strati, mentre il cuore visivo e acustico del progetto è la grande Ojas 1506 Multisectoral horn, una tromba multisettoriale in alluminio sand-cast, rifinita in nero opaco. E’ una combinazione tra efficienza, dinamica, presenza fisica e una costruzione estetica che dichiara apertamente la propria appartenenza al mondo Ojas. Klipsch spiega che l’ispirazione arriva da elementi classici dei sistemi Western Electric e Altec, con una disposizione di bocche quadrate e trapezoidali pensata per ottenere una distribuzione più uniforme delle frequenze sia sul piano orizzontale sia su quello verticale. È un richiamo alla storia dell’audio professionale e cinematografico, ma filtrato da una sensibilità contemporanea, minimale, quasi installativa. Devon Turnbull ha costruito negli anni una reputazione molto particolare: non è semplicemente un progettista di casse, ma una figura capace di collegare sound system culture, arte, moda, club, listening bar e design. Ojas è diventato un nome riconoscibile perché lavora sull’ascolto come pratica: sistemi ad alta efficienza, trombe, vinile, amplificazione, stanze pensate per creare una relazione fisica con la musica. In questo senso, la collaborazione con Klipsch è perfettamente coerente: da una parte c’è un brand storico con 80 anni di cultura horn-loaded, dall’altra un designer che ha riportato quel linguaggio dentro conversazioni contemporanee su design, club culture e ritualità dell’ascolto. La kO-R2 sarà prodotta in 600 coppie worldwide, quindi resta un oggetto fortemente limitato. Il prezzo indicato da Ojas è 11.995 dollari la coppia, con pre-order già aperto (in italia puoi farlo QUI via Audiocostruzioni) e spedizioni previste tra agosto e ottobre, divise in quattro lotti produttivi. È un oggetto costoso, limitato, pesante, ingombrante e volutamente radicale. Ma proprio per questo è significativa: dice che esiste ancora un pubblico interessato all’ascolto come esperienza completa, dove il suono non è soltanto servizio ma presenza, rito, architettura. Non è un prodotto per tutti, ma è sicuramente una delle collaborazioni audio più interessanti dell’anno.

