DUB REVOLUTION: DAVID KATZ RACCONTA LA STORIA DEL DUB GIAMAICANO E LA NASCITA DELLA REMIX CULTURE

by Ricky FK

Nato nella Giamaica dei primi anni Settanta come pratica radicale di studio, esperimento da sound system e forma mutante del reggae, il dub ha trasformato per sempre l’idea stessa di produzione musicale: togliere invece che aggiungere, svuotare la canzone, far emergere basso, batteria, eco, riverbero, silenzi, fantasmi vocali e frammenti strumentali. A raccontare questa rivoluzione arriva Dub Revolution: Jamaica’s Sonic Innovators and the Birth of Remix Culture, nuovo libro di David Katz, pubblicato da White Rabbit. Katz non è un nome qualsiasi dentro questo territorio: scrive di musica e cultura giamaicana dal 1984, ha firmato testi fondamentali come “People Funny Boy: The Genius of Lee “Scratch” Perry” e “Solid Foundation: An Oral History of Reggae”, ha lavorato su documentari radiofonici e cinematografici, ed è anche un vinyl DJ. Il dub non è stato soltanto un sottogenere del reggae, ma uno dei laboratori più importanti della musica moderna. Prima ancora che il remix diventasse linguaggio globale, prima che il produttore diventasse figura centrale nella cultura club, prima che hip hop, house, techno, post-punk ed elettronica assorbissero la logica dello studio come strumento, in Giamaica c’erano già tecnici, produttori e sound engineers che smontavano le registrazioni e le ricostruivano in forme nuove. Dub Revolution tratta il dub come un suono che ha anticipato molte delle pratiche che oggi consideriamo normali: il remix, la traccia strumentale, il producer come regista del suono, la manipolazione dello spazio, l’uso creativo del vuoto, la possibilità di trasformare una canzone in un paesaggio. Katz ricostruisce questa storia attraverso testimonianze dirette e lavoro storico, collocando il dub dentro il contesto complesso della Giamaica post-coloniale, tra creatività popolare, tensioni sociali, politica, gang culture, interventi della Guerra Fredda e forza comunitaria dei sound system. Il dub non nasce in un laboratorio sterile, ma dentro una realtà viva, turbolenta, segnata da conflitti e invenzione continua, allo stesso tempo non è solo storia giamaicana ma è storia del remix, della club culture, del sound design, della bass music e della modernità sonora. Prima dell’algoritmo, prima del laptop, prima del plug-in infinito, c’erano una console, un nastro, un delay, una stanza, un sound system e qualcuno abbastanza visionario da capire che togliere poteva essere più rivoluzionario che aggiungere. Puoi acquistare il libro QUI.

 

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