
Air Raid – 1992
C’è un filo rosso che parte dall’asfalto ruvido dei playground di New York e arriva dritto sotto le luci del Madison Square Garden: si chiama Nike Air Raid. E più che una scarpa, è un’idea, quella che il basket non vive solo sul parquet, ma soprattutto fuori, dove il ferro è storto e il tabellone è graffiato. Una sneaker rara perché non nasce per piacere ma per servire. All’inizio degli anni ’90 Nike decide di prendere sul serio una scena che fino a quel momento era stata poco considerata: il basket all’aperto, quello sull asfalto, così nasce la Air Raid del 1992. Tinker Hatfield e Mark Smith di Nike studiano i giocatori dei campetti di New York e progettano una suola piatta per massimizzare il contatto con l’asfalto, con un supporto laterale deciso per reggere cambi di direzione e le botte. I due poi aggiungono un dettaglio che la renderà leggenda: incidono direttamente sulla suola un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: “For Outdoor Use Only”, come dire, questa non è una scarpa che può stare al playground, è una scarpa che deve stare al playground… così Nike ha creato un legame personalizzato tra le Air Raid e il giocatore di basket di tutti i giorni.

Air Raid II – 1993
E qui Nike fa entrare in scena Spike Lee costruendo un immaginario street intorno alla silhouette, nasce la campagna “Urban Jungle Gym” con il regista e Tim Hardaway a fare da protagonisti. La partnership di Spike con il brand di Portland è stata fondamentale nella transizione di Nike da marchio di sneaker a marchio lifestyle. Lo spot è girato in un piccolo teatro da playground con Spike che fa il narratore e Hardaway il fenomeno che mette in mostra le sue skeels, “I got skeeels” pronunciato dal campione diventerà un vero e proprio tormentone del periodo. Una delle cose più forti della Air Raid nelle sue versioni più iconiche è la grafica: pattern geometrici multicolore, richiami che molti leggono come “afro” e un’energia da poster anni ’90. In diverse letture moderne della colorway “Urban Jungle”, quei pattern compaiono su intersuola, linguetta e tallone, insieme al simbolo della pace: elementi che vengono collegati direttamente al messaggio di unità della campagna di Spike Lee. Il contesto culturale è quello di un’America dove il playground è un luogo reale di incontro e scontro, un microcosmo di quartiere: al campetto si può essere duri e competitivi senza perdere il senso di comunità e Nike capì l’importanza del messaggio stampandolo sul tallone delle Raid II “Live Together, Play Together”, portandolo in TV e divulgandolo con Spike Lee, che in quegli anni era già una voce centrale della street culture e della cultura urbana.
Arriva il 1993 e scendono in campo le Air Raid II: stessa idea, ma più armatura dove serve. Nike la descrive come evoluzione con fascette incrociate in pelle per aumentare la durata e una tomaia leggermente modificata. Quel cinturino inconfondibile dal punto di vista pratico è fenomenale, l’X-Strap infatti blocca il piede degli atleti. Composto da chiusure in velcro, cinturini in nylon intrecciato e una fascia in gomma (fondamentale), l’X-Strap offre maggiore supporto e stabilità rispetto a un tradizionale cinturino sull’avampiede. È l’epoca in cui Air Raid diventa, per tanti, una specie di uniforme non ufficiale del basket da strada: riconoscibile a distanza, aggressiva, fatta per reggere.

X Strap – Air Raid II
La Air Raid è riapparsa nel 2003, nel 2008, nel 2014 con la “Peace/Urban Jungle” che rimette al centro la grafica multicolore riproposta anche nel ritorno del 2020 chiamata anche “Live Together, Play Together”, riportando esplicitamente quel messaggio nel naming contemporaneo.

Nike Air Raid Urban Jungle – 2020
Ma eccoci al presente con Devin Booker, uno che vive la sneaker culture davvero, arriva al Madison Square Garden per la partita contro i Knicks e sceglie di renderle omaggio nel modo più coerente possibile: con una PE della Nike Book 2 ispirata alla Air Raid “Urban Jungle Gym”. Un chiaro omaggio a Spike Lee superfan dei Knicks e quel pezzo di storia Nike dei primi ’90. Booker porta la memoria del playground dentro l’arena più famosa del mondo. Dall’asfalto studiato da Hatfield e Smith a New York, allo spot di Spike Lee con Hardaway, fino a una PE moderna al Garden: stessa storia, solo capitoli diversi. Al momento si tratta di una player exclusive, senza informazioni di release confermate… ma ci scommettiamo che presto avremo una data.

Nike Book 2 PE

Nike Book 2 PE