Breakthrough—20 Artists on the Album that Changed Everything, di Emma Robertson e pubblicato da Errant Bodies, è costruito come una serie di venti interviste a musicisti internazionali, in larga parte provenienti dall’universo elettronico, sperimentale e clubbing. È una raccolta di conversazioni sul momento in cui un album smette di essere solo un progetto e diventa fondamentale nella carriera di chi lo ha realizzato, nella percezione del pubblico, nella storia di un genere. I nomi interessati sono: Plastikman, Tricky, William Basinski, Max Richter, Laraaji, Pole, lMoby, A Guy Called Gerald, Octo Octa, Call Super, Flying Lotus, Peaches, Suzanne Ciani, Donato Dozzy, Ana Roxanne, Huerco S., Junior Boys, Jlin, Morton Subotnick ed E-Dancer. Dentro Breakthrough convivono ambient, techno, trip hop, minimal, avanguardia elettronica, composizione contemporanea, house, bass music, synth music, pop elettronico e territori più difficili da classificare. È una mappa larga, ma con un centro molto preciso: capire come nasce un album capace di spostare qualcosa. Ogni intervista segue il percorso dell’album dalla prima idea alla produzione, fino alla pubblicazione, cercando di spiegare cosa succede prima che un disco venga riconosciuto come importante? Quali dubbi, errori, tentativi, intuizioni e condizioni materiali lo rendono possibile? E come cambia la vita di un artista quando quel lavoro incontra davvero il mondo? Emma Robertson è una figura adatta a questo tipo di progetto. Giornalista musicale canadese di base a Berlino, è executive editor di The Talks e creatrice/host del podcast AIR, serie di interviste dedicate a figure della musica elettronica e non solo. Il formato del libro rafforza l’idea di oggetto da collezione e da consultazione. L’edizione inglese è indicata come softcover illustrato, 296 pagine, formato 21 x 26,5 cm. Non un tascabile rapido, quindi, ma un volume pensato per stare sul tavolo, nello studio, accanto ai dischi, come materiale da rileggere e sfogliare. Compralo QUI.

Emma Robertson
