“X OFFENDER”, BLONDIE, 1976

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Un punk-pop esplosivo, un testo ironico e trasgressivo e la voce sexy ed intrigante di un cantante bella come una diva del cinema: sono questi gli ingredienti di X Offender, canzone d’esordio dei Blondie di Deborah Harry e del compagno Chris Stein. I Blondie si erano formati appena l’anno prima e, grazie a questo brano contenuto nel loro primo album Blondie, irrompono nella scena musicale newyorchese per affermarsi in poco tempo in tutto il mondo. Sono gli anni del CBGB, locale culto del punk e della new wave situato nel Lower East Side di Manhattan, nel quale muovono i primi passi band leggendarie come i Ramones, i Talking Heads, Patti Smith, i Television e gli stessi Blondie. Il punk e la new wave si stanno affermando come i generi più apprezzati dalle nuove generazioni e i Blondie riescono a cavalcare appieno questa ondata e a guidare la rinascita musicale della “Grande Mela”, per anni messa in secondo piano dagli artisti provenienti dalla città di Los Angeles. Debbie Harry diventa una delle maggiore icone femminili degli anni settanta sia per la sua bellezza che per il suo carisma, ma anche per quella giusta dose di autoironia che la avvicina maggiormente al suo pubblico. La canzone era stata scritta qualche anno prima dal bassista Gary Valentine e raccontava dei problemi giudiziari che colpirono lo stesso musicista per aver messo incinta la sua fidanzata diciassettenne. Debbie Harry decide di mantenere la musica originale ma di trasformare il testo in qualcosa di molto più affascinante e cambiare il titolo, che in origine era Sex Offender, in modo da non avere problemi con la censura ancora molto forte in quel periodo. Anticipando le tematiche di Roxanne dei Police, ma con un taglio leggero e scherzoso, la canzone racconta dell’attrazione amorosa da parte di una prostituta verso un poliziotto che l’ha appena arrestata. Una bizzarra storia d’amore che sembra possibile solamente in una metropoli brulicante e anticonformista come New York. X Offender viene incisa due volte su 45 giri: la prima volta anticipando l’uscita dell’album con la b-side In The Sun, la seconda invece dopo che l’album era già stato pubblicato come b-side del brano Rip Her To Shreds. Dopo l’album d’esordio i Blondie spostano le loro sonorità verso un sound più morbido e raffinato dalla forti influenze disco che troverà la consacrazione con la pietra miliare Parallel Lines del 1978 prodotta dall’australiano Mike Chapman.

Lorenzo Del Canale

Don’t cry. Don’t raise your eye. It’s only teenage wasteland.

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