“WHIP IT”, DEVO, 1980

Scheggia impazzita della new wave americana, i DEVO sono stati fra le band più dissacranti e innovative della storia del rock. La loro filosofia musicale è riscontrabile già dal nome: “devo” é infatti è una contrazione di de-evoluzione, cioè il contrario dell’evoluzione darwiniana. Raccontano una società post-industriale caratterizzata da continue mutazioni del DNA nella quale gli individui sono omologati nei gesti, nelle parole e nelle idee. Per dare credito a questa tagliente critica sociale si presentano sul palco con un stile nel vestire e nelle movenze che ricordano degli androidi. L’influenza dei Kraftwerk è evidente, ma i DEVO si impongono al pubblico in modo molto più dinamico, anche perché la loro musica é piuttosto diversa da quella della band tedesca e di difficile definizione. Il loro progetto iniziale era quello di recuperare suoni e strutture primitive e mischiare tanti generi diversi: da questa miscela sonora riescono a tirare fuori un punk elettronico (fondamentale l’avvento dei sintetizzatori di quegli anni) di fortissimo impatto e assolutamente inedito per il pubblico. Dalla fondazione del gruppo ad opera del frontman Mark Mothersbaugh, Bob Lewis e Gerald Casale nel 1972 alla pubblicazione del geniale primo album d’esordio Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! passano cinque anni: in questo periodo si attirano le simpatie di grandi artisti americani come Neil Young e decidono di spedire una demo in Inghilterra, destinatario David Bowie. A convincere però la Warner a metterli sotto contratto più che il “Duca Bianco” sarà invece Iggy Pop: è così che la produzione del loro loro primo album, grazie anche alla forte pubblicità da parte dell’ex frontman degli Stooges, viene affidata a Brian Eno. Nel 1977 si esibiscono al Saturday Night Live con una cover di Satisfaction dei Rolling Stones; iniziano così ad affermarsi come uno dei nomi di punta della scena new wave mondiale e culminano il loro successo con l’album del 1980 Freedom of Choice che annovera super hits del calibro di Girl U Want, Freedom Of Choice, Gates Of Steel, ma soprattutto Whip It. Il loro post-punk schizofrenico degli esordi muta in un energico synthpop in cui però non mancano mai potenti riff di chitarra, batterie martellanti e ipnotizzanti giri di basso: la critica rimane in parte delusa, mentre il pubblico risponde positivamente. Whip It esce come singolo nell’agosto del 1980 con la b-side Turn Around: in classifica non raggiunge risultati strepitosi (14° in USA, 51° in Inghilterra), ma in futuro verrà considerato un punto di svolta per l’affermarsi della new wave nel circuito mainstream. Whip It ha un ritmo in 4/4 detto anche motorik beat, sperimentato per la prima volta dai musicisti krautrock degli anni ’70. Il riff principale, entrato ormai nella memoria di ogni cultore musicale che si rispetti, si alterna tra cinque note in crescendo e tre in decrescendo, ed è generato da un sintetizzatore, una chitarra e un basso. Il testo in apparenza non ha alcun significato, ma in realtà nasconde diverse chiavi di lettura, mai del tutto confermate o smentite da Casale e Mothersbaugh. La versione che va per la maggiore è sicuramente quella della satira dell’esasperato ottimismo americano che si riflette nelle campagne pubblicitarie motivazionali e nel mondo del marketing in generale. “Whip it” è un espressione con molteplici significati, ma nella canzone ha appunto un valore pseudo-motivazionale che invita quindi a risolvere i problemi sconfiggendoli, essendo il verbo “to whip” un sinonimo di sconfiggere. Un altro sinonimo è quello di “frustare”: questo ci rimanda al video del brano, ancora più dissacrante e nonsense del testo, in cui il frontman della band appare con un grossa frusta in un’ambientazione western farsesca ai massimi livelli. Dietro si nasconde una satira dell’amministrazione Reagan: ridicolizza infatti i film western nei quali era stato protagonista l’ex presidente americano soprattutto negli anni ’30 e ’40 e che talvolta riflettevano alcuni ideali razzisti dell’ala più radicale del Partito Repubblicano. Il videoclip riscontra parecchi problemi di censura e costa alla band la cancellazione della loro esibizione dal vivo nel prestigioso programma The Midnight Special: la conduttrice Lily Tomlin, dopo aver visionato il video e averlo giudicato misogino (opinione molto soggettiva e respinta con fermezza dai membri della band), si rifiuta categoricamente di far suonare i DEVO nello show. Nel 1981 però nasce MTV: l’emittente decide di trasmetterlo senza problemi e in poco tempo ravviva la popolarità del brano. Whip It si è consolidata di recente nella cultura popolare grazie alla sua apparizione in popolari programmi televisivi come i Simpson, i Griffin e Stranger Things e in alcuni spot pubblicitari.

Lorenzo Del Canale

Don't cry. Don't raise your eye. It's only teenage wasteland.

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