“UNDERGROUND”, DAVID BOWIE, 1986

Cadeva poche settimane fa il secondo anniversario della morte di David Robert Jones in arte David Bowie, ormai un’icona del rock al pari di Elvis o Jim Morrison. Soprattutto per i ragazzi delle nuove generazioni risulta quasi come un “alieno caduto sulla terra”, con una carriera sfolgorante e senza macchie; ma spesso ci si scorda che, soprattutto negli anni ottanta, venne spesso bersagliato dalla critica che lo accusava di aver accantonato la sua voglia di sperimentare per dedicarsi a progetti puramente commerciali. Questo è il caso del film Labyrinth di Jim Henson (ideatore dei Muppets) del 1986, di cui David Bowie non solo curò la colonna sonora con ben cinque brani, ma fu anche attore protagonista nella parte dell’affascinante e dissimulatore re dei goblin Jareth. Il film se paragonato ai grandi successi fantasy di quell’epoca come La Storia Infinita fu un autentico flop: forse troppo enigmatico e colmo di allegorie per il giovanissimo pubblico a cui era destinato, nonostante l’ottima interpretazione di una sedicenne Jennifer Connelly e dello stesso Bowie nel duplice ruolo di attore e cantante. Tuttavia, come sta accadendo ultimamente per molte opere del periodo, il film è stato fortemente rivalutato fino a diventare un vero e proprio cult: grande merito va dato alla cura maniacale nell’animazione totalmente manuale dei pupazzi, davvero sbalorditiva considerato che ai tempi non vi era nessun aiuto della computer grafica, a cui si aggiunge la brillante sceneggiatura di Terry Jones (membro dei Monty Phyton) piena di colpi di scena e di dialoghi memorabili tra le bizzarre creature e gli attori in carne ed ossa. La colonna sonora del film presenta brani godibilissimi e di pregevole fattura, tra cui l’onirica ballata As The World Falls Down e il pezzo forte Underground: il brano fu pensato per essere utilizzato solamente nei titoli di testa del film, ma in seguito venne inserito, opportunamente esteso e rivisitato, nei titoli di coda e fu il primo singolo estratto dall’album della colonna sonora. Underground è fra i brani più interessanti della produzione di Bowie degli anni ottanta: nonostante nasca come tema di una pellicola destinata perlopiù ad un pubblico di giovanissimi, è caratterizzato da uno stile sofisticato ed elegante. La traccia mescola cori gospel con chitarre blues, senza rinunciare ai morbidi ma intensi sintetizzatori e al sax tipici dello stile new romantic: agli ascoltatori più attenti le sonorità ricorderanno gli Spandau Ballet di True e i Roxie Music di Avalon. La voce del Duca è intensa, pulita e profonda, quasi da crooner; uno stile vocale che aveva inaugurato con l’album Let’s Dance uscito tre anni prima. Fra i collaboratori d’eccezione troviamo il chitarrista blues Albert Collins e tra i coristi Luther Vandross e Chaka Khan. Il testo anticipa quelle che saranno le “metatematiche” del film: il viaggio di formazione di Sara (Jennifer Connelly) attraverso il labirinto per esorcizzare le proprie angosce e paure; l’underground infatti non è altro che una metafora del subconscio della ragazza. Il video diretto da Steve Barron (quello di Take On Me degli a-ha per intenderci) mostra immagini di alcune delle passate “incarnazioni” di Bowie, inclusi Ziggy Stardust, il Duca Bianco, Thomas Newton (personaggio del film L’uomo che cadde sulla Terra), Jareth (da Labyrinth) e Baal (dall’adattamento televisivo dell’omonima piece teatrale di Bertolt Brecht), per poi lasciare spazio a un Bowie danzante insieme ai pupazzi di Labyrinth che finisce per trasformarsi in un cartone animato. Il cantante affermò in seguito di non essere soddisfatto del video poiché differiva molto dalla sua visione, rimproverandosi di non aver partecipato attivamente al progetto poiché sommerso da altri impegni. Nonostante il suo parere negativo, il video viene tuttora considerato fra i più brillanti della sua carriera. Il singolo, così come il film e l’intero disco, fu un insuccesso considerando i precedenti lavori di Bowie, ma riuscì comunque a raggiungere il 21° posto nella classifica dei singoli in Inghilterra.

Lorenzo Del Canale

Don't cry. Don't raise your eye. It's only teenage wasteland.

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