“TO CUT A LONG STORY SHORT”, SPANDAU BALLET, 1980

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La Londra degli anni ottanta è una città in continuo fermento: il punk era stato una vera rivoluzione e ormai sempre più artisti trovano il coraggio di “osare” nella musica e nella moda e i giovani li seguono a ruota esprimendo le loro personalità nelle più svariate sfaccettature.Uno dei pilastri di questo cambiamento è sicuramente la discoteca Blitz nel quartiere di Soho gestita dal leader dei Visage Steve Strange e frequentata dai membri dei gruppi più famosi del movimento New Romantic come i Culture Club, i Duran Duran, Adam & The Ants, ma soprattutto gli Spandau Ballet. La musica dei New Romantics è un’affascinante commistione tra il glam rock di David Bowie, T-Rex e Roxy Music, il punk e l’elettronica dei Kraftwerk e di Giorgio Moroder. E proprio al Blitz che la band composta da Tony Hadley, Gary e Martin Kemp, Steve Norman e John Keeble (tutti ragazzi della “working class” britannica) fa il suo incredibile esordio proponendo quello che sarà il loro primo singolo: To Cut A Long Story Short.Il brano ha un suono secco e minimale, ma estremamente fantasioso ed elegante che accompagna la voce teatrale di Tony Hadley. La martellante melodia del sintetizzatore ispirerà Vince Clarke dei Depeche Mode nella composizione di Just Can’t Get Enough che uscirà l’anno seguente. Il testo della canzone è a tratti enigmatico, ma risulta evidente che parli di un veterano di guerra, probabilmente del Vietnam, che dopo essere stato congedato comincia a soffrire di PTSD (disturbo post-traumatico da stress) ripensando continuamente agli orrori che ha dovuto affrontare. Il video, ambientato in una chiesa dalle tinte scure e misteriose, è diretto dal regista Brian Grant, cofondatore della MGMM Productions insieme al mago dei video Russell Mulcahy. To Cut A Long Story Short é il primo brano dell’album del 1981 Journeys To Glory, un’opera in puro stile new wave che viene spesso dimenticata anche a causa dello strepitoso successo dei seguenti album del gruppo come True, caratterizzati da un raffinato sound soul pop. Nell’ultima tournée del gruppo, iniziata a fine 2014 e non ancora conclusa, To Cut A Long Story Short viene proposta in versione accorciata insieme agli altri brani del primo album in una parte dei concerti denominata “Blitz Medley”.La storia del Blitz viene raccontata nello splendido documentario sulla carriera degli Spandau Ballet Soul Boys Of The Western World (uscito da pochi giorni in DVD per il mercato italiano) dove è presente anche un frammento della loro prima esibizione nel tempio dei New Romantics.

Lorenzo Del Canale

Don’t cry. Don’t raise your eye. It’s only teenage wasteland.

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