“ROMEO AND JULIET”, DIRE STRAITS, 1980

Nella RED ROOM tutto non è sempre come sembra e anche l’amore viscerale della tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta  viene stravolto totalmente dalla potenza creativa del leader dei Dire Straits Mark Knopfler. La canzone Romeo and Juliet è contenuta nell’album Making Movies, disco della consacrazione dei Dire Straits sia a livello commerciale (vendette più di 8 milioni di copie) sia a livello di evoluzione artistica: jazz, blues, country e folk si fondono sapientemente in brani con arrangiamenti ricercati e complessi. Il tema principale di Making Movies è chiaramente quello dell’amore, ma un amore tormentato, talvolta bruciante e volubile, talvolta non corrisposto. Proprio l’amore non corrisposto, raccontato in modo tenero e malinconico, contraddistingue Romeo and Juliet; Knopfler infatti scrisse la canzone dopo la fine della sua relazione con la cantante Holly Vincent. Nonostante il significato si discosti nettamente da quello della tragedia shakespeariana, permane tuttavia il suo valore universale: chi non ha mai avuto infatti una cocente delusione amorosa, di quelle che sul momento ti fanno soffrire terribilmente, ma ripensandoci anni dopo e con la giusta maturità non possono che strapparti addirittura un sorriso? Romeo and Juliet è un pezzo inedito per le sonorità dei Dire Straits e di Knopfler, abituato a riempire i suoi brani di assoli e fraseggi con la sua mitica Stratocaster suonata in punta di dita. Il brano si apre con un arpeggio di chitarra resofonica, che accompagna la voce anche durante le strofe per sfociare poi in un arrangiamento rock nel ritornello. La struttura ricorda la tipica ballad inglese: il testo si apre con una parte introduttiva in cui viene presentata la figura di Romeo che si accinge in preda alla passione a suonare una serenata sotto la finestra di Giulietta e prosegue con una sorta di dialogo tra i due amanti che si trasforma quasi subito in un monologo di Romeo. Presenta una struttura metrica regolare (strofe di quattro versi a rima baciata), è caratterizzata da ripetizioni, assonanze, allitterazioni e dalla presenza di un ritornello. Nel testo si trovano riferimenti a due brani degli anni sessanta: My Boyfriend’s Back successo del 1963 ad opera del trio femminile The Angels (cantata da Giulietta all’arrivo di Romeo) e la canzone Somewhere dalla colonna sonora del film West Side Story del 1961 (citata più volte da Romeo come “the movie song”) anch’esso ispirato al Romeo e Giulietta di Shakespeare. Romeo and Juliet fu il primo singolo estratto dall’album Making Movies e uscì nel novembre del 1980 con la b-side Solid Rock: nonostante non raggiunse le prime 10 posizioni nelle classifiche di USA e UK, si può tranquillamente considerare tra le più belle canzoni d’amore mai scritte. Il videoclip del brano fu diretto dal fotografo e regista pubblicitario Lester Bookbinder e presenta un’estetica tipica delle riviste di moda dei primi anni ’80: gli attori mimano letteralmente le parole pronunciate nella canzone e l’interprete di Romeo ha una somiglianza impressionante con l’icona rockabilly Buddy Holly; scelta probabilmente non casuale poichè condivise con il Romeo di Shakespeare una morte tragica in giovane età. La canzone è tra i pezzi più amati da Knopfler e non è mai mancata nella scaletta dei concerti dei Dire Straits e della ancora attiva carriera solista del loro ex leader. Parecchi artisti si cimentarono in cover del brano, ma la più riuscita fu sicuramente quella dei The Killers inserita nell’album Sawdust del 2007, grazie soprattutto ad una strepitosa interpretazione del cantante Brandon Flowers.

Lorenzo Del Canale

Don't cry. Don't raise your eye. It's only teenage wasteland.

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