PLEASED TO MEET YOU ROBBIE SIMON

Robbie Simon

“If you would’ve told me even three years ago that I would be having a show of paintings, I wouldn’t have believed you.”

Partendo dalla copertina dei Badbadnotgood per la cover di “Kay To Love” dei Majestics ci siamo messi a spizzare con più attenzione i lavori di Robbie Simon, eh niente ci piace tanto e abbiamo pensato di approfittare di lui per riaccendere  Pleased To Meet You che mancava da un po’.

Vediamo un attimo di presentare meglio l’artista: Robbie lavora con colori brillanti, lascia spazio all’interpretazione e possiamo considerare la sua arte come scultorea in 2D. La musica è importante per l’artista nato a Santa Ana e di base a Los Angeles, la maggior parte dei suoi lavori più belli è realizzata per cover e poster di band e musicisti come Allah Las, Kevin Morby, Wilco, Bonnie “Prince” Billy, Fleet Foxes, Grizzly Bear, Sharon Van Etten, SURVIVE, Tinariwen, Max Richter, Django Django e altri ancora. La cover per il vinile rimane come dice Robbie il lavoro più facile e il più divertente perchè il gruppo collabora in fase di creazione, sa cosa vuole e ci si confronta. Come tutti i grafici ha cominciato a fare qualche lavoretto per gli amici, come spesso accade gratis, ma la piena libertà creativa che gli  ha fatto fare il salto è stata quella concessa dai Allah Las… ed ora spera che questa unione duri per sempre.

“It gets to a point where the difference between design and art is the name on the poster. And so, you take the name away, and you have art. You put the name on, you have design.” 

D’altronde è un collezionista di vinili, lavorare sul quel formato è stata una cosa iniziata veramente come un piacere, ma la sua arte la potete trovare anche su tela. C’è una passione per Mirò evidente e c’è un gusto pop ’60 che trapela in alcuni lavori, ma non c’è una tecnica e una direzione unica, ad esempio la Los Angeles  degli anni ’90 mescolati allo skate e il surf sono state fonte d’ispirazione. Simon passa molto tempo a fare collage e litografia e il suo primo lavoro di spessore è stato realizzato con acquerelli, quel lavoro che ha avuto come immaginario “Città Invisibili” di Italo Calvino e che si chiama appunto “Cities”.

Stuart Davis e Alexander Calder tra gli artisti che lo hanno ispirato se proprio volete strappargli due nomi, con le prime tele che lo soddisfano  sono arrivate con il tempo anche alcune mostre tra San Francisco dove si ritrova spesso a vivere e Los Angeles. I suoi artwork riescono sempre a connettersi con lo spettatore, ma Robbie ha trovato un modo per farlo anche su un palco, due gruppi lo vedono partecipe come batterista: Wet Illustrated e Photobooth.

Noi abbiamo scelto di restare sul tema musicale quindi continuiamo a mostrare le ultime mosse in questo campo, se ti diciamo Post Malone, Pitchfork Paris o Coachella hai già capito che il ragazzo ormai ha svoltato.

– Coachella Wall

– Stage Shirt x Post Malone

– Pitchfork Music Festival

Trovate tutto e di più sul suo sito web: molti poster e la sezione loghi anche qui per lo più per ambienti musicali, i lavori per Vans, Stussy e altro ancora

https://robbiesimon.com/

 

 

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