PIERNICOLA DI MURO “STORIE SOSPESE” ORIGINAL SOUNDTRACK

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Con Piernicola Di Muro ci siamo conosciuti questa estate, sound designer e film composer che ha studiato per anni il linguaggio della musica applicato a quello delle immagini. Un campo d’azione che va dall’elettronica alla musica per orchestra che mette a disposizione del cinema, dei cortometraggi e della pubblicità. Con la sua bravura e competenza è arrivato a svolgere questo lavoro per registi e produzioni italiane e straniere, tra queste ricordiamo “L’Amore non basta” con Giovanna Mezzogiorno e “Isole” con Asia Argento di Stefano Chiantini, lo stesso regista di “Storie Sospese” presentato alla 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Oggi siamo qui per parlare proprio di questo ultimo lavoro di Piernicola, per sapere come nascono le colonne sonore, il rapporto con i registi e del modo in cui le colonne sonore prendono forma. Lo facciamo attraverso le sue parole e qualche domanda, tutto sempre senza asciugarvi troppo. Chi poi vuole approfondire il suo progetto parallelo a nome BeWider non deve fare altro che seguirci, perchè dopo averlo ospitato questa estate per un live pazzesco, abbiamo deciso di supportarlo. Con questo progetto ci ha fatto tornare ai tempi del trip hop e il dub di fine anni ’90 inizi 2000… con il supporto di visual creati da lui stesso di una nitidezza e qualità strabiliante.


Come nasce la colonna sonora di “Storie Sospese” e in generale quelle che hai realizzato ?

La colonna sonora di Storie Sospese nasce, come anche altre musiche per film che mi trovo a realizzare, da un lungo dialogo con il regista.
Spesso si parte dalla sceneggiatura, si cerca di delineare un modo che poi do al regista per suggestionarlo prima ancora di iniziare le riprese. E’ ovvio che questo tipo di approccio è possibile quando c’è una confidenza tra regista e musicista, perchè di solito, e quando è concesso, si cerca di lavorare sulle immagini il più possibile.

Segui un tuo “istinto”, utilizzi sempre lo stesso metodo di lavoro, oppure ti adatti alle richieste e alle immagini ?

Tendenzialmente nelle colonne sonore cerco sempre un filo parallelo con la narrazione del film, un qualcosa che apparentemente le immagini non stanno raccontando e che è la musica a portare avanti. Si ha cosi una sorta di doppio livello narrativo che poi converge in un unico flusso di azioni, scene, sensazioni e messaggi.
E’ molto importante per me, oltre al fattore melodico, ai temi, identificare un MONDO SONORO, un carattere distintivo nella sonorità, che di comune accordo alle note possa suscitare nello spettatore sensazioni molto istintive.

Com’è il rapporto tra sound designer e il regista del film, da musicista quali difficoltà s’incontrano nel realizzare una colonna sonora ?

Le prime strade che si intraprendono nella concettualizzazione di una colonna sonora spesso devono essere abbandonate o modificate nel tempo. La visione che ha il regista può essere chiara quanto si vuole, ma è comunque una persona che legge la realtà in maniera differente dal compositore e quindi sul piano emozionale avrà sempre un diverso spunto. Si naviga più o meno in armonia, ma sostanzialmente è un continuo rimpallo di proposte, suggerimenti, idee e bocciature.

Sappiamo che in “Storie Sospese” hai utilizzato un orchestra, è consuetudine oppure un eccezione …e qual’è invece il tuo rapporto con il mondo più tecnologico dell’elettronica ?

Amo mischiare molto il suono dell’orchestra con l’elettronica, è un universo che mi piace molto. Non sono un compositore “carta e penna” ed il mio ambiente di lavoro è il computer. Adoro intervenire sul suono, modificarlo e fonderlo, allo stesso tempo sono fermamente convinto che suonare con strumentisti e registrare le loro interpretazioni sia una cosa bellissima. Viviamo in un epoca dove la tecnologia ha fatto dei voli pazzeschi, e in campo musicale questa cosa è esponenziale. La tecnologia è uno strumento stupendo con un grande potere espressivo e quindi mi piace utilizzarla fondendola con quell “umano” che un vero musicista può dare.

 

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