OSC2X – 5 QUESTIONS

A distanza di oltre due anni siamo tornati da Vittorio Marchetti e Luca Rizzoli per sapere di più sul nuovo album “Sell Everything”. Quando li abbiamo intervistati la prima volta, circa due anni e mezzo fa, l’avventura degli OSC2X era solo all’inizio, oggi abbiamo chiesto cos’è successo in questo intervallo di tempo passato a suonare tantissimo in giro per l’Italia. Bologna tuttavia è sempre casa, il luogo dove si svolge la vita del duo che con l’ultimo album, presentato al Capodanno del Covo, hanno intenzione di continuare ad imparare tantissimo e raccontarsi, perchè la musica alla fine serve anche e soprattutto a questo.


 

Cos’è successo in quel periodo tra il post X-Factor con “Under the sun all night” e l’uscita del nuovo album. 

Siamo andati nello studio di Andrea Suriani a registrare 5 pezzi e alcuni di questi sono usciti come video su YouTube. Siamo andati a Praga a girare il video di “Life Companion” con la crew di Rombo Productions. Io ho lavorato come barista nel locale Arterìa di Bologna poi sono stato messo a fare il dj perché la gente si lamentava dei miei cocktail. Luca è andato in tour con la mitica cantante Nada come batterista e si è girato l’Italia in alberghi a 5 stelle.

Quanti live avete realizzato fino ad ora ? Facciamo il punto della situazione su quello che vi ha restituito in emozioni ed esperienza tutto questo tempo in tour.

I concerti sono una cosa bellissima, ne avremo fatti una 70ina credo… la cosa bella è viaggiare e incontrare gente appassionata di musica e parlarci… 

Noi abbiamo suonato quasi esclusivamente in Italia, abbiamo visto posti di una bellezza incredibile. L’ospitalità del sud Italia è una cosa bellissima. La cosa che amiamo di più è il pranzo il giorno dopo il concerto. Di solito andiamo in osterie per nulla turistiche e sembra di mangiare la CULTURA a mestolate.

Inoltre sicuramente ogni concerto lascia un segno, ogni concerto è un’esperienza da cui si possono imparare un sacco di cose. La nostra tipologia di spettacolo è un ibrido tra concerto rock e un set elettronico ed è un campo ancora poco esplorato in cui c’è tanta ricerca da fare per cui ogni concerto è una preziosa lezione.

A Bologna fate parte insieme ad altri nomi del tessuto musicale, e poi c’è la regia del Collettivo HMCF. Cosa accade oggi in una città come Bologna che vista da fuori sembra avere perso qualche pezzo ma che in realtà da sempre vive di musica. 

Non possiamo nascondere che l’energia che Bologna emana si è un po’ attenuata da parecchi anni ormai. D’altronde questo è un trend comune a un po’ tutta l’Italia. Noi come collettivo cerchiamo di tenere la luce della candela accesa e di mettere benzina al motore. Siamo grati di avere il Covo Club e il Locomotiv club

Raccontateci  le 7 tracce di “Sell Everything” e di come vi è sembrato suonato per la prima volta al capodanno del Covo di Bologna.

Sono 7 canzoni molto personali. Sono il frutto di una lunga ricerca di suono perché teniamo molto ad avere un sound riconoscibile. Di solito il primo concerto di un disco viene malino, ma al covo è stato sorprendente, abbiamo fatto pochi errori! Il covo è per noi una seconda casa, locale in cui siamo cresciuti vedendo gruppi come Franz Ferdinand, Bloc Party, The Wombats e tante altre leggende dell’indie, proviamo una immensa gratitudine per questo luogo e le persone che ci lavorano. Anche per questo ci tenevamo a fare un bello spettacolo.

Ok adesso la domanda che non viene risparmiata a nessuno: che rapporto avete con le sneakers. Amore, odio, disinteresse… se avete il modello preferito fuori il nome.

Luca purtroppo indossa solamente scarpe anti infortunistica… Scherzi a parte siamo sempre stati tipi da scarpe da skate tipo Element, Globe, circa… Solo ultimamente ci stiamo intrippando con Puma e Adidas. Comunque sempre sneakers nere.

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