5 QUESTIONS – EWAN PEARSON

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Ewan Pearson l’abbiamo incontrato in occasione della data di Ork, oltre ad un set che abbiamo ancora nelle gambe ci ha lasciato qualche curiosità sul suo presente da produttore, come preferisce muoversi in studio e quali sono i progetti futuri. Pearson dal 1998  ad oggi ha realizzato remix per nomi giganti come Chemical Brothers o Depeche Mode, produttore prima per The Rapture e M83 e oggi per Akase che altro non è che Midland insieme a Robbie Redway. Ewan ha poche uscite a suo nome ma su labels come !K7 e Soma, va ricordato anche il progetto Partial Arts con Al Usher con il quale dal 2007  incidono su Kompakt. Per una volta la lista dei nomi andava fatta …spizzati il resto dopo il salto.

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Partiamo dall’inizio, ci parli delle tue influenze musicali?

Sono abbastanza ampie in realtà – un sacco di synth pop e roba forse un po ovvia per chi ha la mia età – New Order , le produzioni di Trevor Horn e poi la prima house, l’acid e la techno di Detroit. Ma  ho anche sentito un sacco di cose diverse dai miei genitori: dalla musica popolare inglese al blues americano fino al jazz, tanta roba davvero.

Come preferisci muoverti in studio? Laptop e plug in o sei più sull’analogico?

Uso tutto quello su cui riesco a mettere le mani! Mi piacciono i sintetizzatori analogici e mi piacere registrare persone che li usano , ma io vado anche di campioni, loop, soft synth. Davvero non mi interessa da dove arriva un suono alla fine, mi interessa solo che suoni bene nel contesto in cui sto lavorando. Questa è l’unica cosa che ha importanza per me. Se il cash ed il tempo fossero illimitati sarebbe bellissimo lavorare in un enorme analogue studio. A volte pero’ capita che un plug-in sia un po più rapido e conveniente. A volte.

Ci racconti un po com’è cambiata ai tuoi occhi la scena dance in Inghilterra nell’ultima decade?

Ad essere sinceri ho vissuto per gli ultimi dieci anni a Berlino e sono tornato a Londra solo la primavera scorsa, quindi non sono la persona più indicata a dare un giudizio.  La cosa che penso sia cambiata di più nell’ultima decade è proprio quanta musica viene prodotta. E’ così tanta che è praticamente impossibile stare dietro a tutto. Poi ovviamente tanta è abbastanza buona e poca è veramente buona,  ma è sempre stato così.

Preferisci suonare in grandi club o in posti pù piccoli e c’è qualche produzione che ti sta piacendo particolarmente negli ultimi tempi?

Possono essere cool entrambi! Il mio cuore direbbe i posti più piccoli comunque. Sono il tipo di posti che frequentavo quando ho iniziato a fare clubbin attorno al 1990. Mi piace l’intimità che si crea quando sei a stretto contatto con la gente ed il dancefloor. Una piccola stanza con un buon sound system e una strobo: questo è tutto quello di cui hai bisogno!! Per venire alla seconda parte della domanda: ovviamente si ma non è un disco dance, è l’ultimo disco di Jamie Woon. Sai ho un vero amore per il soul e questo disco ha un produzione e dei suoni veramente magnifici!

A questo proposito, ci parli dell’ultimo album di Akase che hai prodotto  e su cosa cosa stai lavorando in questo momento?

E’ un artist album del dj e produttore inglese Midland in tandem con il cantante Robbie Redway. E’ un progetto tutto basato sulla forma canzone ed è veramente veramente bello! Li ho aiutati con la vocal production e ho poi mixato quasi tutte le canzoni presenti. Hanno davvero del materiale eccezionale e non vedo l’ora che la gente possa ascoltarlo!! Per quanto riguarda me invece ho realizzato un remix per il cantante Rosie Lowie che dovrebbe essere fuori adesso ed ho appena finito di produrre un band chiamata “Ten Fè” che mi piace molto. Nei prossimi inizierò a lavorare su un nuovo disco di un altro artista, ma adesso non posso dirvi chi!!

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