5 QUESTIONS – CAPIBARA

Capibara

Abbiamo chiesto a Luca Albino della scena rap romana, di quella fuori dai confini nazionali e della White Forest Records. Capibara è uno dei nomi che più di tutti in questo 2015 ha fatto su e giù per lo stivale con il suo live, Gonzo un album coraggioso, la WFR ha vinto un premio come miglior label italiana …lui ci ha dato qualche indiscrezione sulle prossime mosse.

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E’ chiaro che il rap e l’hiphop in generale hanno una grande influenza sul tuo lavoro, anche a livello d’immaginario, visto che vieni da un della realtà con la scena più massiccia in Italia (penso solo ai Colle o al T.Klan per non citare nuove leve) volevo chiederti se ci segnali quali sono i tuoi artisti preferiti della capitale. A Roma C’è anche una bella scena club legata al rap con tanto di live di un certo spessore. La frequenti spesso?

In realtà a Roma difficilmente si sperimenta una forma di rap diverso da quello nato nei ’90 o primi 2000. Ci si è bloccati, ormai credo che sinceramente il centro del Rap sia diventata da tempo Milano. Senza dubbio a Roma ci sono delle realtà che stanno cercando di portare qualcosa di “nuovo” come la Dark Polo Gang ad esempio, ma sono dei piccoli fuochi rispetto alla scena che è presente appunto nel capoluogo lombardo.

Rimanendo nell’ambito del rap nella lingua di Dante, c’è qualcun altro producers o mcs che ti gasa ultimamente? Io ci super sotto con Sfera Ebbasta. Mentre dall’altra parte dell’oceano invece cosa ti è piaciuto nel 2015 ?

Più che oltreoceano, quest’anno mi sono molto focalizzato sulla Francia, su gente come Booba o i PNL (che amo profondamente) o anche ragazzi come Walid (che ha solo 14 anni). Naturalmente senza escludere degli Dei del campo come Young Thug, Post Malone o Travis Scott, Miguel, The Weeknd, ec…. In Italia, seguo ad esempio Ghali e Maruego, anche lo stesso Sfera.

Hai mai considerato un live di Capibare con un mc da inizio a fine? Pensi che snaturerebbe il tutto o potrebbe essere interessante ?

In realtà ho iniziato a scrivere il nuovo album, il secondo vero e proprio se consideriamo “Gonzo” come un release a parte, pazza. Punterò molto più sull’analogico, cercando di tenere fuori il Mac il più possibile, e magari un giorno andare in tour con una band di 12 persone!

Sei uno degli artisti della nuova generazione che gira di più lo stivale con il suo live, avrai sicuramente una serata (in un club o festival) che ricordi in particolar modo come quella “perfetta” ? In generale preferisci la situazione del club, più raccolta, oppure ti gasa vedere la folla sotto il cielo stellato.

Ogni situazione ha una storia a sè, ci si può divertire in un club da 100 persone come in un festival a cielo aperto davanti a mille persone. E poi dipende anche da quanto sono buoni i cocktail che fanno!

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Ultima domanda dedicata a White Forest Records, 3 anni di vita e già vi siete portati a casa il premio come Best Italian Label allì Italian Quality Music Festival. Qual’è il tuo ruolo in WFR, hai intenzione di dedicarle ancora più tempo e quanto rap/hip hop c’è nel futuro della label ?

Teoricamente non esiste il ruolo del fondatore, quindi io e Lorenzo (il mio compagno di fondazione WFR) ci dedichiamo praticamente alla gestione e organizzazione di tutti gli aspetti grazie naturalmente al lavoro degli altri ragazzi di label come Andrea, Matteo o Lea, che si smazzano circa le questioni di Grafica, comunicazione e gestione burocratica.

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