5 QUESTIONS – ALTRE DI B

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Siamo alle prese con Altre di B che sabato suoneranno nella location insolita e straordinaria della seconda edizione di Rock The Baita, quindi quale occasione migliore per scambiare due parole sul recente tour in USA e quello in corso di “Sport” il loro ultimo disco.


Partiamo dal fondo o dall’inizio di una speriamo altrettanto esaltante serie di concerti, gli States/Bologna… Raccontateci della vostra avventura a stelle e strisce e del vostro rientro a casa in quel del Bolognetti (NDR Altre di B sono bolognesi Doc) Come ci si sente? Cosa portate con voi dagli Stati Uniti, cosa vorreste che ci fosse qui che loro hanno e viceversa? Quasi mi dimenticavo di farvi i complimenti… Beh, eccoli!!!!

Intanto ti ringrazio per i complimenti! Suonare all’estero è un’esperienza sempre formativa, oltre che molto divertente. Io personalmente sono tornato con una gran voglia di restare là… Gli USA sono un ambiente molto stimolante e pieno di possibilità da un punto di vista musicale, senza contare la bellezza dei luoghi che abbiamo visto. Siamo tornati da questo tour con la sensazione di aver imparato qualcosa della mentalità statunitense, quel modo di agire fregandosene di cosa pensano gli altri perché sei convinto di stare facendo la cosa giusta. Non lo applicherei volentieri alla politica estera di uno Stato, ma fa miracoli per l’autostima.

Siete ormai sulla bocca di tutti, il vostro live (per chi se lo fosse perso urge rimedio) è qualcosa che ti si attacca e non va più via. Cosa avete ancora da migliorare nella resa dal vivo? Avete in mente qualcosa per renderlo ancora più corposo e accattivante?

Sì, come gruppo cerchiamo di rimanere sempre in evoluzione e capire quali sono i nostri punti deboli per lavorarci su. Al momento ci stiamo concentrando molto sul suono, stiamo sperimentando nuovi strumenti ed effetti per offrire una resa ancora migliore, sia live che in studio. Però l’attitudine sul palco rimane sempre quella, siamo convinti che più ci divertiamo noi più si divertono quelli che ci stanno ascoltando.

Visto che i primi due dischi sono due bombe, sempre in crescendo… Per il prossimo farete da spalla agli Arctic Monkeys? Scherzi a parte, avete già qualche traccia? A che punto siete nella lavorazione…? Ci potete dare qualche indiscrezione? Ah, se doveste mai andarci in giro con i Monkeys tenete un posto sul van!

Magari! Sarebbe bellissimo… Al momento abbiamo quattro o cinque pezzi nuovi che ci piacciono davvero molto, e un paio – “Heathrow” ed “Erevan” – li facciamo già dal vivo. A ottobre poi ci fermeremo con il tour e per un bel pezzo ci dedicheremo esclusivamente a preparare il nuovo album! Siamo soddisfatti perché anche nel prossimo disco ci sarà un’evoluzione, ci stiamo muovendo in una direzione che ci convince molto.

Lasciamo spazio alle curiosità… Altre di B perché? Mad for football? (il secondo disco di Altre di B si intitola “Sport” e consiglio, oltre a un attento ascolto, una visione dei titoli delle canzoni… possiamo non amare un gruppo che intitola un proprio pezzo… Roland Garros? Direi di no.)

Sì, diciamo che ci piace lo sport… Il nome viene dalla vecchia schedina del Totocalcio, nella quale potevi trovare le partite di serie A, le partite di serie B e le “altre di B”, che erano i match della domenica, quelli meno blasonati. Utilizziamo molto questo tipo di collegamenti con lo sport, soprattutto nel secondo album, perché troviamo che sia una metafora perfetta per molte delle cose che ti succedono nella vita quotidiana, a livello di relazioni, rapporti con chi ti sta intorno, successi ed insuccessi. Ma per il prossimo disco abbiamo un’idea diversa! Vedrete…

Un disco a testa per ogni componente del gruppo? Di quelli che non potete farne a meno e che sono continua fonte di ispirazione…

– Alberto: Io direi “It’s all yours”, il secondo disco degli Alt-J. Da quando li abbiamo scoperti, un paio di anni fa, li stiamo ascoltando molto e sono una grande fonte di ispirazione, soprattutto per quel che riguarda le atmosfere e l’uso dei sintetizzatori.
– Andrea: Senza dubbio “Kintsugi” dei Death cab for cutie, al momento non sto ascoltando altro.
– Giacomo: Gli Eels con “Beautiful Freaks”, 1996. Sono da sempre uno dei miei gruppi preferiti, e questo disco è un capolavoro.
– Giovanni: Io ci metto il primo, omonimo album dei Gorillaz, forse il disco che ascolto da più tempo in assoluto. Ultimamente ci stiamo avvicinando al mondo dell’hip hop in cerca di ispirazione, e questo disco è un ottimo punto di partenza.

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