NIGHT MOVIE – MS.45 L’ANGELO DELLA VENDETTA (1981/ABEL FERRARA)

Ristampe di colonne sonore ne escono in continuazione, e meno male aggiungo io sornione, anche se a volte i prezzi tendono all’esagerazione.
Sempre più economiche delle soundtrack originali, direte voi.. Vero anche questo infatti, nulla da obiettare.
Tra le operazioni di recupero più interessanti che mi è capitato di acquistare negli ultimi anni tuttavia c’è la OST di Miss. 45 (titolo italiano “L’angelo della vendetta”), terzo film per il mio ex beniamino Abel Ferrara, sì perché da quando lo storico sceneggiatore Nicholas St. John lo ha abbandonato i film di Ferrara hanno avuto esiti altalenanti, quasi sempre in bilico tra mediocrità e puro orrore, e non parlo del genere cinematografico.
Fate attenzione perché in questo caso specifico non si tratta di una vera ristampa musicale ma di una “First Issue”: difatti prima che i cervelloni della londinese Death Waltz ci mettessero mano insieme allo stesso Delia, tale colonna sonora era una manciata di nastri impolverati depositati chissà dove, forse nel solaio dello stesso Nicodemo Oliviero, vero nome di St.John.
Mah, Mah, Mah è un italiano! Strano eh?

 

Battutine campanilistiche a parte ho scelto questa pellicola proprio per poter partire dalla musica prima che dal contenuto stesso del film e devo dire che i WALTZers se la sono cavata parecchio bene in questo progetto inedito: tracce musicali complete, addirittura ripulite delle imperfezioni dallo stesso Delia anche se a giudicare dalla tortuosità di suoni e melodie direi che non abbia poi ripulito ‘sto granché…
Ma il bello sta proprio qua, almeno per un nerd come il sottoscritto: l’accompagnamento della signora quarantacinque si srotola in una sinfonia di sospiri tipici del cinema horror per approdare a una deriva niuorchese di punk funk, lo-fi, sax acidi e zorniani che squarciano pareti di garage ammuffite (la band che dovrebbe suonare questo genere di canzoni appare anche nel party finale del film). Il vinile è poi arricchito da un poster della bellissima Zoë Lund, protagonista del film, ridisegnata dall’illustratrice Alice X. Zhang nelle spoglie di suora: immagine che è diventata ben presto un’icona del cinema di genere.
Uscita qualche anno fa questa prima edizione era costosetta; ora invece la potete trovare a un deca e poco più sull’onnisciente Discogs, ergo l’acquisto del vinile, doverosamente accompagnato dalla visione del film, è stra-consigliato!

 

 

L’angelo della vendetta è un film inquieto, inizialmente schedato come un classico “rape and revenge” (dal nome stesso: stupro e vendetta) si è poi differenziato per le atmosfere particolari e striscianti e la bellezza quasi ultraterrena di Zoë (all’epoca diciassettenne) che recita la parte di una sarta muta, inizialmente timida e riservata anche per via del suo handicap, che dopo essere stata stuprata due volte la stessa notte si trasforma in un serial killer assetato di sangue. Se siamo cinematograficamente abituati al maniaco misogino in cerca di prostitute qui avremo l’esatto contrario: una donna che uccide i protettori delle prostitute, ed anche qualsiasi maschio che mostri solo un po’ di attenzione nei confronti del gentil sesso.
L’esperimento è interessante e trattato con giusta spinta ossessiva da Ferrara il quale non può fare a meno di vestire i panni del primo stupratore sotto lo pseudonimo di un attore immaginario, tale Jimmy Laine.

 

 

 

Ultima curiosità: Zoë Lund ha scritto nel 1992 la sceneggiatura de Il Cattivo tenente, uno degli apici filmici di Ferrara per antonomasia.
Dunque oltre che bella pure intelligente…
Ciao Ciao Zoë

 

 

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