NAOSHIMA: L’ISOLA CHE ( NON ) C’È

Eccoci nuovamente insieme! Come stai? Spero tu abbia passato un’estate sensazionale, che abbia vissuto avventure ed esperienze indimenticabili, e che il tutto sia stato accompagnato da un pizzico di dose creativa. Sei andato\a in vacanza? Hai avuto modo di visitare musei, gallerie d’arte? Speriamo di sì, sappi che se ti va puoi condividere con noi i tuoi momenti migliori e quelli che più ti hanno lasciato senza fiato.

Oggi, forse un pò malinconica dall’estate ormai agli sgoccioli, voglio farti scoprire un lato misterioso del Giappone che a me ha davvero colpito. Tra ciliegi in fiore, bacchette per deliziare del buon Sushi, grattacieli che racchiudono la tecnologia più evoluta si sprigiona una “capitale” per l’arte contemporanea: Naoshima

Sei pronto\a per partire verso questo ultimo viaggio dell’estate? Tre, due, uno…via.

Un tempo isolotto di pescatori, oggi Naoshima ci regala uno degli spettacoli artistici più importanti in tutto il paese; devi sapere che il progetto non coinvolge limitatamente solo quest’isola ma si estende per tutte le isole limitrofe con meravigliosi spazi, installazioni e galleria d’arte che fanno invidia al Giappone intero.

L’opera d’arte più famosa disseminata sull’isola è sicuramente l’emblematica e camaleontica zucca gialla di Yayoi Kusama posta proprio a bordo del mare e ovviamente spopolata su tutti i social. L’hai mai vista? 

Trovo l’arte di Kusama originalissima e assolutamente personale, se ci pensi non la associ  neanche minimamente ad altre installazioni o ad altri lavori. Un’arte unica, colorata e incredibilmente avvolgente che nasce dalle fobie più profonde, da tensioni e preoccupazioni incolmabili, da sofferenze e da traumi. Un grande tormento che ricomincia a vivere e trova nell’arte il suo nuovo mondo: una rinascita che, con i suoi pois, invade muri e stanze di tutto il mondo. Un’invasione in senso letterale: essendo posizionata così vicino al mare spesso viene letteralmente sommersa dalle onde durante l’alta marea, chissà che spettacolo!

Che poi la zucca è un vegetale abbastanza inusuale non trovi? Pensa che è la forma naturale che dà all’artista più conforto in assoluto, tanto che nel 2016 aveva persino intitolato una  sua mostra “All the Eternal Love I have for the Pumpkins”. 

Ti ricordi quando parlavano di artisti brendizzati? Beh Kusama ha portato la sua arte e i suoi inconfondibili pois davvero ovunque, incluse le passerelle più importanti della moda con una collaborazione grandiosa firmata Louis Vuitton. Tra l’altro mi domando sempre: “L’arte può diventare un marchio?”

Mi fermo qui sennò divago troppo, come sempre, ma se sei interessato\a a questa grandissima artista ( che tra l’altro è la donna più quotata al mondo) ti consiglio di vedere il documentario “Infinity”  in cui racconta la sua vita.

Il progetto creato per Naoshima, e le altre isole limitrofe, è stato interamente finanziato dalla Benesse Holdings Inc. e dalla Fukutake Foundation e sostenuto della creatività artistica dell’architetto Tadao Ando, adesso capirai perchè. Quando si dice l’unione  fa la forza… qui la forza, sia economica che creativa, ha permesso la realizzazione di uno dei più grandi siti contemporanei livello mondiale. 

Sei pronto\a a salpare con me per questa avventura?

View of Chichu Art Museum

Attracchiamo e per prima cosa visitiamo le sale del Chichu Art Museum che ospitano al loro interno opere sorprendenti e artisti dal calibro di Walter De Maria con l’istallazione site-specific Time/Timeless/No Time, le ninfee di Monet (che con la luce del sole sembrano perdere vita), le installazioni luminose di James Turrell…

Hai notato l’architettura? Io credo di non aver mai visto niente di così… avvolgente. Un edificio che diventa esso stesso opera d’arte, che instaura una relazione con l’ambiente tanto raffinata e delicata da rimanerci completamente immerso.

Time/Timeless/No Time ,Walter de Maria, 2004

Non lo trovi mozzafiato? Tadao ha dato davvero prova della sua bravura, anche perchè il museo è realizzato su una collina ma, per evitare un inquinamento visivo, la struttura è stata costruita interamente sottoterra. Sembra quasi che la realizzazione dell’intero edificio sia stata  dettata dalla ragione che governa il mondo, una perfezione e un dettaglio davvero stupefacenti! Io credo di non aver mai visto nulla di simile e tu?

Ora saliamo su un autobus, attraversiamo l’isola e giungiamo dalla parte opposta dove, tra opere disseminate qua e là, troviamo L’onsen “I Love You”, un’opera dell’artista Giapponese Shinro Ohtake. Cos’è l’onsen? È il nome con cui i giapponesi chiamano i bagni termali…

I Love You, Shinro Ohtake

La struttura creata dall’artista è un luogo dove i visitatori sono chiamati ad entrare e a rilassarsi, lontano dalle caotiche città giapponesi. Il bagno “I love you” unisce gli abitanti dell’isola e i visitatori, diventando un ambiente dove poter parlare, confrontarsi, un punto d’incontro, di scambio e di relazioni, dove mondi, culture e modi di fare interagiscono tra loro.

All’interno sarete interamente circondati dall’arte di Shinro. I mosaici, gli accessori per la toilette, le immagini che decorano le pareti fanno tutti parte del mondo creativo in cui l’artista vive… Ma vuoi sapere il pezzo forte? Mentre voi vi starete godendo quel meritato relax e starete sfiorando i oconfini del Nirvana un elefante (vero) imbalsamato vi osserverà dall’alto! Quindi immergiamoci tutti in questa esperienza e  viviamo l’arte con tutto il nostro corpo.

View of Teshima Art Museum

Poco distante da Naoshima si trova un’altra isola che per noi “Art Lovers” è una tappa obbligatoria: Teshima. Qui ci aspetta un’esperienza sensoriale, secondo me, mai provata prima, all’interno del Teshima Art Museum. La struttura museale ricorda un bulbo bianco, in versione gigante, che si gonfia verso il cielo con forme irregolari adattandosi ai dislivelli dell’isola. Lungo la corazza due aperture ovali permettono al vento, ai suoni e alla luce del mondo esterno di entrare e di creare uno spazio organico in cui natura e architettura si fondono concependo un connubio armonico e illimitato.  È come se fosse una struttura “viva” che si gonfia e si sgonfia… ah mi sono dimenticata una cosa! Il museo al suo interno è vuoto! Sei sostanzialmente tu, con i tuoi sensi, con la tua immaginazione, con la tua anima a creare la tua opera d’arte, quella che più ti rappresenta, quella che ti fa stare meglio… o semplicemente puoi essere tu l’opera. Chi lo sà! Puoi andare a scoprirlo visitando questo museo nato dall’idea creativa dell’artista Rei Naito e dell’architetto Ryue Nishizawa. 

View of Teshima Art Museum

Allora cosa dici di questo mini-tour? Io trovo che riqualificare un paese, in questo caso un’isola, con l’arte sia una scelta nobile, coraggiosa e che, come credo si sia intuito, ammiro molto.

Trovi stimolante questo progetto? Pensi che si potrebbe realizzare anche in Italia? 

Francesca Rossi,

@OTTNProjects

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