LEO VILLAREAL: L’ARTISTA CHE STA CONQUISTANDO IL MONDO CON LE SUE INSTALLAZIONI LED

The Bay Light, S.Francisco

Leo Villareal è un artista conosciuto per le sue doti particolari e per le sue installazioni site-specific di grandi dimensioni; dopo aver studiato Scultura a Yale e Interactive Telecommunication alla New York University, ha esposto nelle più importanti fiere internazionali e i suoi lavori sono conservati nelle collezioni della National Gallery di Washington D.C., del MoMA di New York e della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, per citarne alcune.

Il lavoro di Villareal è una sperimentazione continua: luce, suono, e video interagiscono tra loro creando delle installazioni complesse, strutture geometriche pazzesche capaci di teletrasportarti in un universo parallelo. L’artista utilizza elementi quali nanotecnologie, luci LED (amo i led!), software e programmi specifici, ma anche panchine “zero-gravity”: ogni dettaglio dell’installazione, insomma, è studiato affinchè questa diventi un’esperienza totalizzante e non solo qualcosa di bello da vedere.
Le sue opere sono in un loop continuo, sono un trip continuo! Tutto fortemente astratto, a tratti psichedelico, ricorda l’arte cinetica e programmata di Alberto Biasi,  e lascia un margine ampio di libera interpretazione.

Effetti Ottici, Alberto Biasi.

Grazie alle sue opere, puoi mettere in moto le tue emozioni per cercare di vivere la tua personale esperienza spaziale e sensoriale, sentendoti interamente coinvolto all’interno dell’installazione.
Per Villareal l’idea di arte pubblica è fondamentale: “public art, making work that people can see without having to go into a museum or gallery, really is thrilling.” (Leo Villareal, Urban Omnibus interview, 2012).
L’idea di trovarsi di fronte ad un’opera in spazi non convenzionali è stupenda! Ti trasporta in una dimensione altra (alta), ti permette di vedere la realtà con occhi diversi, anche la stessa realtà che vivi quotidianamente, ti permette di intraprendere un viaggio e mettere in dubbio tutto.

Ora Leo sta lavorando a un mega progetto. Quale? Te lo racconto…

Estate 2019 (o 2089 come scriverebbe Daniel Arshman, altro artista molto attivo nella sperimentazione): trasformerà Londra in un’installazione a cielo aperto, un’opera grandiosa che illuminerà 15 ponti della city con 2,5 miglia di led. La più grande opera pubblica mai realizzata al mondo. Ogni ponte sarà un’installazione site-specific che terrà conto della storia, del lugo e dei cittadini. Insieme, i ponti, creeranno una linea luminosa che percorrerà Londra per oltre 10 anni. Si tratta di un progetto contemporaneo, unico, e sopratutto eco-compatibile, che sarà terminato nel 2022.

Ricostruzione “Illuminated River”, Londra

Gli schemi luminosi, sempre mutevoli, sono anche i protagonisti di “Escape Velocity” (2018)- la sua ultima mostra personale, inaugurata la scorsa estate a Tokyo. La mostra presentava una serie di “disegni a nuvola” ricreati con luci LED, atti a rievocare le grandi dinamiche della natura attraverso una luce monocromatica che progressivamente emergeva con comportamenti inaspettati e casuali.
Questi schemi, in realtà, non sono solo una cifra stilistica, ma il modo che ha l’artista di giocare con noi e provocarci: la nostra mente è programmata per codificare tutto ciò che vede (anche astratto), nell’attimo in cui credi di aver capito il modello della ripetizione, il percorso cambia, rimettendo tutto in dubbio.
La natura che si percepisce è imprevedibile, animata da forze ostili che travolgono chiunque, mettendolo a contatto in un’esperienza multi-livello. É un’opera che ci scuote, ci fa tremare, ci fa entrare in un mondo che non sappiamo controllare.
Essere a contatto con installazioni di questa portata ti fa… sentire qualcosa (che sia paura o adrenalina). Un po’ come quando da piccolo hai paura del buio, o quando ti senti travolto da qualcosa di più grande di te -come entrare in un buco nero. E anche visivamente non c’è molta differenza tra le immagini create da Villareal e la prima fotografia di un buco nero presentata al mondo pochi giorni fa.

“Escape Velocity”,2018, Tokyo

L’ultima opera che ti racconto è recente (2019), creata per Armony Show (la prima e più importante fiera d’arte contemporanea, con sede a New York). Un’installazione immersiva initolata “Star Ceiling”: un’opera appesa al soffitto, un campo ondulato di luce che ricorda una galassia cosparsa di oggetti cosmici e stellari. Un’opera che sembra prendere vita con il passaggio di chi ci sta sotto, un flusso continuo, un tunnel per continuare il nostro trip.

Installation view, Star Ceiling, 2018-2019, The Armory Show 2019, New York

 

E tu? Sei mai entrato in un’altra dimensione grazie a un’opera d’arte? Dovresti provarci.
Il mio biglietto per Londra l’ho già prenotato, vieni?
Possiamo varcare insieme la dimensione del reale e provare ad entrare un mondo diverso, tanto è facile quando sei difronte alle opere di Leo… può essere quello che vuoi, mi fido!

Francesca Rossi,

@OTTNProjects                                                                                                                                       #Brilloblog

PS. Noi siamo ancora New York City, dalla settimana prossima torneremo in Italia per installare la nostra mostra a Parma. Seguite cosa facciamo nelle nostre Instagram Stories.

 

Be first to comment