“IL MOSTRO DI MODENA” UN DOCUMENTARIO CON LE MUSICHE DI DELHIKATE

Labbra Blu

Abbiamo chiesto ad Alberto Bello aka Delhikate qualche informazione in più sulla colonna sonora realizzata per “Il Mostro di Modena”, documentario su una serie di omicidi irrisolti.

Il film, diretto da Gabriele Veronesi e prodotto da Taiga Films, verrà proiettato come Anteprima nazionale il 5 giugno al Cinema Raffaello di Modena, e su Crime+Investigation (canale 119 SKY) l’11 e il 12 giugno.

La colonna sonora sarà disponibile dal 14 giugno in esclusiva su www.playmuseek.bandcamp.com e dal 24 giugno su tutte le principali piattaforme di streaming e download.

“Per quanto mi riguarda è stata a tutti gli effetti una prima volta e per l’occasione ho recuperato un mio vecchio progetto dal nome Delhikate su cui stavo già lavorando a un mini album. Non avevo mai realizzato una colonna sonora completa e così articolata per cui accettai con grande entusiasmo la proposta di Gabriele e Luca di Taiga Films. La più grande difficoltà è stata iniziare a comporre le musiche per le parti fiction senza che le riprese fossero iniziate, ho per cui preparato diverse bozze basate sulla sceneggiatura e sulle emozioni da sottolineare con la musica. Gabriele aveva le idee piuttosto chiare sul tipo di musica da avere e ci siamo confrontati più volte su ispirazioni e idee messe giù. Nelle ultime settimane il percorso si è intensificato grazie al montaggio e ai feedback ricevuti dalla produzione e ora tutto è pronto per la prima del 5 giugno.”

“Per i gear nerd ci sono stati un paio di elementi fondamentali per la produzione della colonna sonora: circa a metà del lavoro sono entrato in possesso di un Moog Prodigy fa—vo—lo— so, che ha in effetti cambiato l’approccio su alcuni brani. Un altro elemento fondamentale è stato uno Strymon Big Sky preso qualche mese fa, reverbero che fa davvero la differenza e nel quale ho fatto entrare più o meno tutti gli strumenti utilizzati. A completare il tutto una Fender Telecaster, un piccolo ma deciso Korg Monologue e un microfono a contatto utilizzato insieme a una Soundbox che ho costruito durante un workshop di Derek Holzer organizzato a Modena da Node Festival, un oggetto davvero particolare e a volte imprevedibile ma che è stato di grande aiuto per dare profondità e varietà al soundscape. Il Mastering è stato curato da Marco Antonio Spaventi, nel suo studio di Amsterdam.”

 

 

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