“I CAN’T GO FOR THAT (NO CAN DO)”, HALL & OATES, 1981

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Chi di voi conosce Billie Jean, pietra miliare del pop, uscita nel 1982 ad opera dello scomparso Michael Jackson? A meno che non abbiate vissuto su Marte negli ultimi 33 anni, credo tutti. Se invece vi chiedessi di I Can’t Go For That (No Can Do) del duo americano Hall & Oates? Quasi nessuno. E chi se la ricorda è sicuramente dotato di buona memoria e cultura musicale. Sebbene quest’ultimo brano sia stato quasi dimenticato, nel 1981 andava fortissimo e ispirò profondamente Michael Jackson nella linea di basso per la composizione della sua famosa hit. Dary Hall e John Oates, in arte Hall & Oates, furono fra i maggiori interpreti del blue-eyed soul (soul interpretato da artisti bianchi) e si spostarono col passare degli anni verso un raffinatissimo funky pop impreziosito dall’utilizzo dei sintetizzatori. Si formarono nel 1970, ma trovarono la consacrazione tra il 1977 e il 1982, periodo nel quale piazzarono ben 6 canzoni al primo posto della classifica Billboard. Tra queste, contenuta nell’album capolavoro Private Eyes del 1981, troviamo I Can’t Go For That (No Can Do). La genesi del brano avvenne proprio con il famoso giro di basso rubato dal re del pop, che fu composto da Daryl Hall utilizzando un organo Korg; in seguito aggiunse un riff di chitarra ideato insieme ad Oates. Il giorno seguente i due iniziarono a lavorare sul testo insieme a Sarah Allen, la fidanzata di Daryl. Il tutto venne completato dall’incalzante ritmo della drum machine, da un sax etereo e ovviamente dall’elegante voce soul di Hall. Il testo, volutamente criptico, dà spazio a varie interpretazioni; molti ascoltatori credettero che trattasse di una relazione amorosa, ma in seguito i due musicisti rivelarono il vero significato: è una canzone che rivendica il bisogno della libertà di espressione artistica in un mondo, quello musicale, in cui le grandi etichette e i manager cercano sempre di intervenire sulle scelte altrui per ottenere maggiori introiti. I Can’t Go For That (No Can Do) scalò presto le classifiche di tutto il mondo e raggiunse nel gennaio 1982 la vetta della Billboard Hot 100 negli USA. Nell’ottobre dello stesso anno uscì Thriller di Michael Jackson, tuttora l’album più venduto nella storia della musica, in cui era contenuta la super hit Billie Jean: il brano raggiunse la vetta della Billboard Hot 100 negli USA nel gennaio del 1983, esattamente un anno dopo il brano di Hall & Oates. Nel 1985 Hall & Oates parteciparono all’incisione del brano a scopo benefico We Are The World: proprio in quell’occasione Michael Jackson avvicinò i due musicisti e gli confessò la chiara influenza che aveva avuto dal loro brano per la composizione di Billie Jean; la polemica finì ancora prima di iniziare perchè i due artisti apprezzarono molto le parole di Jackson e gli dissero che può capitare a tutti i musicisti di ispirarsi ad altre canzoni senza tuttavia doversi sentirsi colpevoli di plagio. Negli anni a seguire numerosi artisti utilizzarono campionamenti del brano tra i quali i De La Soul con il pezzo Say No Go del 1989 e i Simply Red con Sunrise del 2003. Nonostante non abbia superato del tutto la prova del tempo, anche a causa del drastico calo del successo di Hall & Oates a partire dagli anni ’90, I Can’t Go For That (No Can Do) resta ancora oggi un brano imprescindibile nella storia del pop.

Lorenzo Del Canale

Don’t cry. Don’t raise your eye. It’s only teenage wasteland.

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