DIGGIN – NANA’ VASCONCELOS “REKEBRA” / “NANATRONIKO” BAGARIA RECORDS 1984

Per la prima volta ci occupiamo di un disco singolo, e non di un album, questo perché l’ellepi fu annunciato all’uscita di questo fantastico 12 pollici, ma la luce non la vide mai. I personaggi coinvolti sono tutti pezzi da novanta della storia della musica Pop/Jazz/Disco della fine dello scorso secolo, e parliamo di niente di meno che di Pino Daniele, Nanà Vasconcelos e Mario Boncaldo.

Il Disco Mix è a nome di Nanà Vasconcelos, un musicista immenso, originario di Recife in Brasile, venuto a mancare nel 2016, dopo avere sfornato dozzine di album e centinaia di collaborazioni in dischi fondamentali. Nanà ha suonato nei dischi di Gato Barbieri, Don Cherry, Milton Nascimiento, Chaka Khan, Harry Bellafonte, Pino Daniele, John Zorn, Caetano Veloso, Gipsy Kings, Andy Summers dei Police, Ryuchi Sakamoto, Brian Eno, Arto Lindsay, Paul Simon…saltellando dal Pop, al Jazz più d’avanguardia, fino ad accasarsi in due progetti favolosi, come il gruppo di Pat Metheny ed il trio Word Jazz per eccellenza, Codona. Mario Boncaldo, anche lui scomparso da pochi anni, invece è uno dei padri dell’Italo Disco, cioè colui che sfornò il brano considerato dai padri della House Music, il massimo riferimento per la nascita del genere…Klein & MBO ‘Dirty Talk’! Ecco, come hanno fatto tre musicisti così lontani ad unirsi, e creare il capolavoro (sommerso)? Pino Daniele aveva una sua etichetta…proprio così. Come tutti i musicisti avveduti che vogliono capitalizzare per se, Pinuccio nazionale fondò la Bagaria Records, sotto l’egida della EMI Records…così si tolse qualche sfizio, come produrre i suoi amici Tullio De Piscopo, con il suo inno balearico Stop Bajon, oppure Richie Havens con Enzo Avitabile e Joe Amoruso, fino a programmare l’album “Nanatronics” per il suo amico e collaboratore Nanà Vasconcelos.

Il singolo uscì nel 1984, e per l’occasione inserì i due brani più dance, in vista del vero e proprio album profetizzato, che non uscì mai. Anche se non riportati sulla copertina, ci sono chiaramente i suoni ed i players del gruppo di Pino del periodo, ma con la prevalenza del tocco di Nanà, che canta e suona, e scrive due potentissimi brani, poi passati al banco mixer di Mario Boncaldo, per dare quel sapore e quella potenza Dance, con i suoni elettronici delle drum machines, fondamentali per essere al passo con il mercato degli anni ottanta. ‘Rakebra’ sulla facciata A, e ‘Nanatroniko’ sull’altro lato. Questo è tutto…ma se fosse un disco normale, sarebbe tutto, mentre invece il singolo, grazie alla scrittura, gli arrangiamenti e la magia dei musicisti coinvolti, diventerà un prodotto che sembra registrato oggi. La traccia principale è un classico stilema brasiliano, voce e ritmi analogici di Nanà, con i ritmi caraibici sintetici aggiunti…tipico esperimento caro a diversi musicisti pop del periodo, come i Blue Rondò A La Turk, Curiosity Killed The Cat, A Certain Ratio, o Matt Bianco o i Working Week…unendo un pizzico di musica popolare di Rio, del Jazz ed una spruzzata di New Wave nella tecnologia dei synth e delle batterie elettroniche. “Rakebra” divenne quindi un classico dei dancefloor Afro Funk tipici di Daniele Baldelli, Mozart e Loda, proprio per la sua ammiccante melodia ed il groove coinvolgente. La chicca rimane però il lato B, ossia quel capolavoro intitolato “Nanatroniko”…una composizione (come si definiva a quei tempi) Fusion…ritmo electro, percussioni live e voce del sommo Vasconcelos, con l’aggiunta di piano elettrico, una bassline da urlo, e tanta sana musica suonata bene. Entrambi i brani hanno anche il canonico break per essere mixato, proprio perché Boncaldo lo pensò per la pista. Un gioiello che si può incasellare a tutto tondo nell’odierno settore dance Balearico, ma che rimane un ottimo riferimento per chiunque ama la musica Jazz, mischiata al flavour del Napoli Funk, ed alla magia dell’intramontabile Roland TR808.

 

 

Be first to comment