DIGGIN – MINAKO YOSHIDA “MONOCHROME” & “MONSTER IN TOWN”

 

Per chi, come il sottoscritto, il Giappone è una fonte inesauribile di musica da scoprire, il nome di Minako Yoshida probabilmente sarà già comparso nel suo percorso. Stiamo parlando di una cantante e tastierista che ha più di trent’anni di carriera e una ventina di album all’attivo, con collaborazioni che vanno dalla Disco al Jazz, il tutto condito da massicce dosi di funk. Naturalmente la maggior parte delle sue opere è stata relegata al pubblico del sol levante, ma non per questo Minako non merita l’attenzione di noi europei affamati di buona musica. Mi soffermo su due suoi album del 1980 e del 1981, ossia “Monochrome” e “Monster In Town”, che sono diventati negli ultimi anni due perle molto ambite dai diggers vinilici.

 

“Monochrome”, con il vibrafonista americano Mike Mainieri ospite della band, è un disco che strizza l’occhio alla scena boogie americana del periodo, con intense linee di fender rhodes e bassi sintetizzati…infatti, le due tracce di maggior attrazione nel disco sono “Midnight Driver” e “Black Moon”, palesemente boogie ma con un ambizione più elegante e patinata. Midnight Driver è un midtempo con ritmo, chitarra e basso boogie, dove la voce di Minako si fonde del tutto con gli elementi in campo. Scatta però lo straniamento per l’anomalia delle liriche in giapponese alternate a quelle in inglese del ritornello, che per alcuni sono il vero valore aggiunto! Black Moon, è sempre negli stilemi boogie, ma con venature meno funk e più disco, dove una chitarrina alla Nile Rodgers ed il basso del mitico Akira Okazawa creano un solido groove su cui poggia Minako alla perfezione, sia con la voce sia con i suoi accordi di rhodes. Il suo album dell’anno successivo, ossia “Monster in Town” contiene la hit disco per eccellenza, ossia “Town”, una mastodontica traccia con tutti gli elementi al loro posto, irreprensibili archi e fiati arrangiati dal grande Tatsuro Yamashita, il fido Okazawa a slappare come un ossesso e Minako che canta e suona anche il basso con il Prophet! Sul retro dell’album, ecco che compare un’altra perla, lo slow funk “Monster Stomp”, una citazione degli Zapp in salsa nipponica, ma leggermente più rock, con uno dei più grandi sassofonisti giapponesi (Yasuaki Shimizu, già collaboratore di Ryuichi Sakamoto), il quale da solo si prodiga in una one man-sezione fiati alla Breacker Brothers. Due album rappresentativi della straordinaria Minako, grande ladies del funk disco mondiale.

 

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