DIGGIN – K. LEIMER “LAND OF LOOK BEHIND”

 

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Due elementi apparentemente inconciliabili, sono, questa volta, gli ingredienti del disco in questione. Ambient music e Jamaica…come possono due aspetti così agli antipodi unirsi in un’armonia mai raggiunta prima? La parola magica è Documentario, e cioè stiamo parlando della colonna sonora di un documentario datato 1982. Alan Greenberg, il regista, decide di esplorare con la sua camera le parti interne della Jamaica, quelle più rurali e selvagge, realizzando un visionario ritratto del paese in quel periodo, focalizzandosi sul movimento Rastafari e la cultura reggae. Greenberg, però, si avvale di un amico che ci vede lungo, tal Werner Herzog…ovviamente i due non potevano che creare un clash artistico, invitando il compositore americano Kerry Leimer a comporre una fantastica colonna sonora che si sposa a meraviglia con le immagini agresti, trasportando lo spettatore in un mondo onirico primitivo. Il film, come la colonna sonora, s’intitola Land Of Look Behind.

Il disco si apre con un fantastico viaggio dilatato con ritmo storto insistente e delicate tastiere, per poi distoglierci dall’incanto, portandoci con “Confusion in Belief” nell’ibridazione tra suoni elettronici, tappeti onirici e ritmi di percussione africani, denominatore comune di tutto l’album.

In “Testimony and honor” c’è un monologo immerso nei suoni in reverse, in perfetto Jamaican English, una specie di dialetto con accenti vicini all’Africa, ottima mantecatura per un brano synth più che attuale, e non di trentaquattro anni or sono. Il disco continua con due altre splendide chicche ambient, per approdare al lato B, dove, a mio parere ci sono i brani più incisivi, come la lunga cavalcata di “Cockpit”, una vera e propria suite di percussioni e pads, un comodo giaciglio sonoro che ti adagia sui profumi etnici, tenendoti in leggera tensione per il ritmo, ma che procede pesantemente imbevuto di tappeti elettronici.

Oppure “The city far below”, più visionario ancora del precedente, con quei suoi elementi ripetitivi suonati, come la linea di basso vagamente new wave, oppure i loop in reverse che trascinano l’ascoltatore in un procedere ripetitivo che vorresti ascoltare in eterno.

 

 

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