“DIAMOND”, VIA VERDI, 1985

La “Milano da bere” di metà anni ottanta, la sottocultura giovanile dei Paninari, l’italo disco e la nascita di programmi televisivi dedicati alla musica del momento e ai videoclip: è questo il contesto socioculturale in cui, attraverso la canzone Diamond, trova l’ascesa e il rapido declino il gruppo musicale dei Via Verdi. La band si forma ad Ancona nel 1983 con il nome Hyra e tra i suoi membri figurano Marco Grati alla chitarra, Claudio Medori alle tastiere, Remo Zito alla voce e Maurizio Varano alla batteria. Vengono presto notati dal produttore discografico e talent scout Claudio Cecchetto che li arruola nella sua scuderia di artisti e consiglia loro di cambiare il nome del gruppo con il più evocativo Via Verdi: un nome che evoca la ricerca di nuove sonorità, tra il synth pop e l’italo disco, rispettando comunque la tradizione italiana. Alla fine del 1985 firmano il primo contratto discografico con Cecchetto e nel mese di dicembre avviene il loro strepitoso esordio con il singolo Diamond. Il brano viene scelto come sigla della storico show televisivo DeeJay Television ideato dallo stesso Cecchetto e negli anni condotto da personaggi celebri come Sandy Marton, Jovanotti, Fiorello, Linus, Albertino, Amadeus e Gerry Scotti. Il programma, molti anni prima dell’approdo di MTV in Italia, é il primo in assoluto a trasmettere nel nostro paese i videoclip di artisti italiani e internazionali. Diamond presenta tutte le caratteristiche del genere italo disco contraddistinto da un ritmo binario suonato ad una velocità normale, nel quale il “levare” (battuto con un “clap”) è più accentato del “battere” (che è simile ad un “boom”), una struttura in 4/4, dove, in ogni quarto, c’è lo stesso basso suonato su una nota diversa per poi ricominciare il riff. Di solito vengono usati 4 o 5 giri che vengono ripetuti e rimangono identici per tutto il quarto senza alcuna dipendenza dal riff dei bassi. La melodia va di pari passo con la voce che molte volte è modificata elettronicamente e “gioca” con il particolare riff di bassi e si muove proprio come uno strumento. La canzone anticipa addirittura alcune sonorità dell’euro dance degli anni novanta e ricorda in particolare Rhythm Is A Dancer degli Snap! che uscirà nel 1992. I testi in inglese trattano spesso di vicende amorose, della vita notturna nelle discoteche e della tecnologia, con numerosi riferimenti al Giappone e agli Stati Uniti. Molte volte però l’italo disco gioca soprattutto sul nonsense delle cose: é questo il caso di Diamond dove si fa riferimento ad un uomo misterioso che brilla di desiderio e vive in un mondo magico nutrendosi di vino rosso e “latte di stelle”. Il testo ricorda inoltre alcune canzoni del genere new romantic britannico. La canzone si avvale anche della voce femminile di Antonella Pepe, vocalist della scuderia Cecchetto e cantante del gruppo Fun Fun insieme ad Ivana Spagna. Diamond, trascinata da un video che ricalca appieno l’estetica luccicante e leggermente kitsch del periodo, raggiunge il primo posto nelle classifiche del nostro paese ed è il primo brano italiano a essere distribuito in contemporanea in tutta Europa. Il “diamante” dei Via Verdi, citati anche nella canzone Baffo Natale di Elio e Le Storie Tese, smette di luccicare solamente cinque anni dopo con lo scioglimento del gruppo soprattutto a causa della difficoltà di replicare brani di successo come Diamond.

 

Lorenzo Del Canale

Don’t cry. Don’t raise your eye. It’s only teenage wasteland.

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