“CLOSE YOUR EYES”, JEAN-MICHEL JARRE FEAT. AIR, 2015

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Il 20 maggio arrivano a Parma gli AIR per un attesissimo concerto nella splendida cornice del Labirinto della Masone di Fontanellato: una data imperdibile che segna il ritorno ai live del duo francese formato da Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel dopo 6 anni di pausa. Sono passati 18 anni dal loro sfolgorante esordio con l’album Moon Safari, vero gioiello dell’epoca d’oro della “french touch”, con cui si candidarono fin da subito come i veri eredi di uno dei più importanti pionieri della musica elettronica francese ed internazionale: Jean-Michel Jarre. Il leggendario compositore, celebre per il capolavoro Oxygène del 1976 e fra i più grandi innovatori nell’utilizzo dei sintetizzatori analogici, ha recentemente pubblicato l’album Electronica 1: The Time Machine. Il disco rappresenta la prima parte di un viaggio attraverso 40 anni di musica elettronica in cui, per delineare le diverse sfaccettature del genere, si è avvalso della collaborazione di grandi nomi come Tangerine Dream, Pete Townshend, Vince Clarke, Boys Noize e Moby. La traccia più interessante e significativa del disco è però Close Your Eyes, realizzata proprio con gli AIR, debitori nei confronti di Jarre di una buona parte della loro produzione musicale. Sotto lo spirito guida di Pierre Schaeffer, padre della musica concreta e primo maestro di Jarre, i tre artisti hanno realizzato un traccia di 6 minuti utilizzando un numero impressionante di strumentazioni elettroniche tra cui sintetizzatori analogici, vocoder, computer e tablet. Per sublimare l’idea di questo viaggio nell’universo elettronico hanno deciso che il primo suono del brano dovesse essere generato da un registratore a bobine Revox degli anni ’50, mentre l’ultimo da un software per iPad: sono riusciti così nel difficile compito di sintetizzare 60 anni di musica elettronica in una sola traccia. Close Your Eyes è contraddistinta da un sound etereo movimentato da beat spezzettati in cui è fortissima l’influenza dei primi 2 album degli Air: Moon Safari del 1998 e la colonna sonora del film Il giardino delle vergini suicide di Sofia Coppola del 2000, definita dagli stessi AIR come “The Dark Side of Moon Safari”, parafrasando il titolo dell’iconico disco dei Pink Floyd. Alcune sonorità sono invece riconducibili alle colonne sonore noir e oniriche del compositore Angelo Badalamenti, fedelissimo del regista David Lynch con cui raggiunse “l’immortalità” grazie alle musiche del telefilm culto Twin Peaks. Close Your Eyes, nonostante sia passata piuttosto inosservata al grande pubblico, è da considerarsi una tappa importante sia nella carriera degli AIR che in quella di Jean-Michel Jarre: per i primi si tratta soprattutto della soddisfazione di aver collaborato insieme ad un artista che considerano da sempre una formidabile fonte d’ispirazione; per il secondo è invece la dimostrazione che, alla soglia dei 70 anni, è ancora in grado di dare un prezioso apporto alla moderna scena elettronica dopo il deludente album Téo & Téa del 2007.

 

Lorenzo Del Canale

Don’t cry. Don’t raise your eye. It’s only teenage wasteland.

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