CIBO: COPRE L’ODIO CON LA PIZZA

Cibo, Site-specific artwork

Oggi il nostro viaggio ci porterà in luoghi nascosti tra le strade d’Italia, alla scoperta di cosa si cela dietro a quella che comunemente chiamiamo Street Art. Lo faremo con un artista che utilizza questa forma d’arte per combattere l’odio: “No al fascismo sì alla cultura!” grida a gran voce Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo. Un artista veronese che da sempre si è interessato ad unire la street art con la tradizione culinaria italiana. Come? Adesso lo scopriamo insieme!

Non abbiamo mai trattato questo argomento quindi faccio una piccola premessa così inquadriamo l’ambiente con cui oggi verremo a contatto. Sei pronto\a?

Cibo, Site-specific artwork

Come prima cosa vorrei dire che la street art si trova ovunque, anzi soprattutto nei posti più impensabili, ed è spesso utilizzata come forma di rappresentazione sociale caratterizzata da interventi diretti sul materiale urbano, spesso con connotati provocatori e polemici. Sei mai passato davanti a un muro e hai pensato “Ma cos’è questa cosa”? oppure “Non sarà mica arte questa?” o invece pensi senza alcun dubbio che questa sia arte e non una forma di vandalismo?

Ti pongo questa riflessione perché a volte la critica etichetta la street art come forma di vandalismo; forse perché spesso e volentieri i supporti utilizzati dagli artisti sono mezzi e\o edifici pubblici… Non so, comunque credo che la differenza sostanziale tra vandalismo e arte stia nel motivo. Perché questi artisti lo fanno? Io credo che, come tutti gli artisti, non possono semplicemente farne a meno. Sentono l’esigenza di esprimersi, farti pensare, vogliono che il messaggio sia diretto e che possa ispirarti a ragionare sul presente. Una forma di sovversione critica utilizzata dagli artisti per cercare di portare ottimismo e speranza, in una realtà non troppo rosea, proprio come fa Cibo.

Cibo, Site-specific artwork

Il suo lavoro ha come obiettivo quello di coprire scritte, simboli, frasi esplicitamente fasciste o razziste con immagini di cibo, da cui deriva il suo nome d’arte. Ma perché proprio opere raffiguranti delle pietanze?.La tavola e la cucina sono viste dall’artista come luogo in cui rivedere la nostra tradizione, la nostra cultura, le radici più profonde del nostro popolo: una tavola che unisce, che accoglie, un pò come l’arte… Il cibo è sicuramente un linguaggio che tutti noi conosciamo bene, che capiamo e captiamo immediatamente, non turba, non dà fastidio, ma anzi, dice Cibo, strappa sorrisi.

Sono opere dirette, che direttamente arrivano al destinatario (che poi quel destinatario sei anche tu!) senza passare da luoghi istituzionali come gallerie e musei. Sono opere che parlano a tutti, è un’arte universale che elide la linea elitaria degli ambienti “alti” dell’arte contemporanea. La street art è come la livella di Totò! Dove una linea è rimpiazzata da fragole, torte, fette biscottate e pizze che invadono i muri d’Italia cercando di riportare un pò di cultura e valorizzare il territorio. Ora so che ti starai chiedendo in base a cosa il nostro artista scegli il “Menù” del giorno. Le immagini sono sempre legate alla stagione, alla tradizione, ma soprattutto al territorio dove viene fatto l’intervento (site-specific).

Cibo, Site-specific artwork

Cibo affronta temi sicuramente di forte importanza, trattati, però, con un linguaggio “digeribile” da chiunque, anche dai più piccoli. Chiunque veda un muro sul quale è rappresentato, non so… un muffin gigante, si volterebbe, anche tu! Tra l’altro a guardare queste immagini mi sta venendo proprio voglia di un Red Velvet… Ma torniamo a noi…

Una continua ricerca volta a voler combattere la violenza che si cela sui muri di tutti i luoghi del nostro paese, restituendoci la cosa che più ci rende felici: il cibo, con i suoi colori. Hai mai fatto caso se anche dove abiti tu ci sono muri con scritte violente, volgari, o di disprezzo? Ti sarebbe mai venuto in mente di coprirle con un pomodoro?

Trovo la pratica di Pier Paolo molto nobile, con  un impegno civico e sociale di grande forza e di grande coraggio, che personalmente ammiro!

Le sue opere hanno fatto il giro del mondo, conosci i Paint Back? È un collettivo di street artist di Berlino, il cui lavoro si focalizza a coprire, con disegni divertenti, svastiche e disegni razziali. La croce uncinata si trasforma in un coniglio, un fiore o un gufo… Cercale online con l’hashtag #paintback dopo.

Cibo, Site-specific artwork

Credo che l’arte rispecchi meglio di qualsiasi altra cosa l’epoca che la crea, insieme alle difficoltà dei cittadini e al loro genio nel superarle. Non trovo Cibo un vero e proprio writer, quanto più un artista che usa il muro come una tela, un mezzo per dar voce a quello che immagina.

La street art è un’arte ancora troppo sottovalutata, ma cerca di liberarci tanto quanto ogni altra forma d’arte (usando però bombolette spray). Cosa ne pensi tu della street art?

Francesca Rossi,

@OTTNProjects

#BrilloBlog

P.S. Noi stiamo organizzando la #Prevista 2 a Lecce! Seguite tutte le novità sui nostri social @ContemporaryItalian

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