“BUDDY HOLLY”, WEEZER, 1994

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Buddy Holly fu appena dietro ad Elvis uno dei simboli della nascita del rock ‘n’ roll negli Stati Uniti degli anni ’50: il suo immenso talento e il suo sguardo gentile e fanciullesco vennero spazzati via da un maledetto incidente aereo il 3 febbraio del 1959, dove persero la vita anche il cantante de La Bamba Ritchie Valens e il DJ radiofonico Big Popper. A questa figura leggendaria si ispirarono gli Weezer per la traccia più famosa del loro album d’esordio, denominata appunto Buddy Holly. Gli Weezer entrarono in punta di piedi, come dei novellini al loro primo ballo scolastico, nel panorama rock americano ancora dominato in quel periodo dal grunge di gruppi come Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden, e dagli astri nascenti del punk rock californiano come Offspring e Green Day. I quattro membri della band risultarono immediatamente simpatici al grande pubblico grazie alla loro aria da liceali nerd, lontani anni luce dalla dalla rabbiosa generazione X del periodo; il  frontman Rivers Cuomo con i suoi spessi occhiali neri, il viso da ragazzino e un’indole timida, riservata, ma fortemente ironica, apparì subito come una specie di reincarnazione dell’indimenticato Buddy Holly. L’omonimo debutto discografico degli Weezer (soprannominato anche Blue Album per la copertina) avvenne nel 1994 e, nonostante i testi leggeri, talvolta banali e impregnati di cultura pop, va preso maledettamente sul serio: il disco è una strepitosa raccolta di gemme pop punk dalle melodie irresistibili sostenute da energiche chitarre power pop rigorosamente non effettate. Il pilastro dell’album e singolo di maggior successo è chiaramente quella Buddy Holly divenuta in breve tempo uno dei più gioiosi inni degli anni ’90, sublimato da un formidabile videoclip. Il testo della canzone è molto semplice e diretto, caratterizzato dalla classica tematica dell’amore adolescenziale che rimanda ai vecchi brani dei pionieri del rock ‘n’ roll, tra cui appunto Buddy Holly. Nel video i membri della band, vestiti in puro stile 50’s, si esibiscono nel diner Harnold’s della serie Happy Days davanti ad un pubblico di adolescenti tra cui  Richie e Joanie Cunningham, Potsie, Ralph, il proprietario del locale Al (che presenta la band a inizio video) e ovviamente sua maestà Fonzie. Rivers Cuomo e compagni interagiscono con i personaggi della serie grazie all’abilità del regista Spike Jonze di combinare magnificamente le riprese della loro esibizione con spezzoni originali della serie più famosa degli anni ’70. Il video di Buddy Holly  fu un momento chiave della carriera del regista americano e gli aprì le porte di Hollywood: nel 1999 infatti fece il suo esordio sul grande schermo con la brillante commedia grottesca Essere John Malkovich. Il videoclip di Buddy Holly diventò talmente celebre da venire inserito dalla Microsoft nel CD di installazione di Windows 95, uno dei sistemi operativi più rivoluzionari di sempre.

Lorenzo Del Canale

Don’t cry. Don’t raise your eye. It’s only teenage wasteland.

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