ARVIOUX “YOUR SHOES” VIDEO PREMIERE

Dietro il video di Arvioux che abbiamo il piacere di presentare in anteprima c’è Kaplan Produzioni, una crew di Grosseto nata nel 2015 che sembra a suo agio con la sfera musicale, loro i video di Bonetti, Abiku. Con l’autore di “Your Shoes” Alberto Gatti, cantante e musicista bresciano, sono alla seconda collaborazione dopo il video di “Choices”. Il suo è pop elettronico che in passato ha beneficiato in fase di mastering di Giovanni Ferliga degli Aucan. La storia del video è quella  di un ragazzo proprietario di un negozio di scarpe che va male il quale un patto con il demonio che gli darà la capacità di conquistare delle tipe bellissime da trasformare in scarpe altrettanto belle per fare i dollari …ma alla fine finisce che si mura di scarpe e basta perchè in questo modo le tipe bellissime finiscono. Comunque guardarlo è un’altra cosa, la tecnica utilizzata dal collettivo ruba l’attenzione mentre il soggetto è tutta farina del sacco di Arvioux. Di seguito abbiamo chiesto a Fred e Ale di Kaplan com’è stato sviluppato il video in fase di produzione.

“Per le scenografie abbiamo saccheggiato presto in prestito tutto ciò che ci capitava sotto tiro dell’espressionismo tedesco: il Gabinetto del dr. Caligari, Metropolis, Nosferatu; nessuno è stato risparmiato. Non sazi del solo cinema, siamo riusciti a far scempio anche dell’architettura, spiegazzando, distorcendo e reinventando Mendehlson, Taut, e insomma tutti non ve li dico sennò che gusto c’è, largo agli osservatori. Un po’ di nostalgia di casa la si sentiva in mezzo a tanto teutonico rigore, ed ecco che pure al giardino di Bomarzo qualcosina sottraiamo. Da questo improbabile collage nasce il quartiere del nostro, il protagonista-commesso, ed il suo, ehm, caratteristico negozio di scarpe. Dopo che la penna di Ale ha partorito l’essere più stortignaccolo ed abietto che si possa immaginare, non restava che ritagliarlo (o meglio ritagliarli: a lavoro ultimato eravamo letteralmente coperti di piccoli commessi in decine di posizioni e grandezze diverse. Nell’apice del lavoro, che coincide sempre con una certa perdita di senno, col mostro ci parlavo pure) ed animarlo. Queste decine di commessi si son dati da fare, si son mossi qua e la, sono usciti per un giro in campagna e son scampati per un soffio ad un incidente, hanno incontrato strani e demoniaci affaristi, e insomma noi ci siam divertiti un monte. Il resto è lì, da vedere, e spero diverta voi quanto ha fatto con noi.”

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