5 QUESTIONS – C.A.R.

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Abbiamo avuto il piacere di conoscere Chloè Raunet più di un mesetto fa durante il live per Solaris, poi la serata ci ha travolto e non c’era più tempo per parlare di lavoro. Ma per sapere il significato di C.A.R. e i progetti futuri è bastato il tempo tra un bicchiere e l’altro.

Ciao Chloè! Prima di tutto vorremo sapere cosa significa il nome del tuo progetto,C.a.r.

Il nome circolava dai tempi della mia prima band, i Battant, che come sai è finita tragicamente ( il multi strumentista della band Joel Dever è deceduto improvvisamente all’ età di 25 anni NDR). Significa “choosing acronym randomly” e ho deciso di riutilizzarlo per i miei progetti solisti.

C’è una forte componente post punk nel tuo progetto non trovi?

Probabilmente si, anche se penso sia un influenza che arriva sempre dal mio progetto precedente in cui i legami con certi suoni post punk erano più marcati. Possiamo dire che grazie al modo in cui lavoro in studio e grazie a tutta la musica che ascolto,che spazia da un genere all’altro, ho un approccio alla musica elettronica molto istintivo, si quasi punk. 

So che sei in stretto contatto con Ivan Smagghe, ci parli un po di come vi siete conosciuti e che influenza rappresenta per te.

Devo ancora tornare al periodo dei Battant! La band infatti era sotto contratto con la Kill the Dj la label di Ivan. Lui poi al tempo viveva a Londra. E’ stato il produttore di  entrambi gli album della band,abbiamo lo stesso background musicale. Per essere sinceri nel nuovo progetto C.a.r. ci sta guidando più a livello spirituale, consigliandoci, che a livello pratico mixando e producendo come faceva ai tempi dei Battant.

Ci dai qualche anticipazione sul futuro del progetto C.a.r.?

Sicuramente continuerò’ a lavorare con Thor sull’aspetto live, stiamo cercando di sviluppare una live session che stravolga un po l’album. E’ uscito anche il secondo singolo “Glock’d”  con un remix di The Asphodells ovvero  Andrew Weatherall e Timothy J. Fairplays che è vermente stupendo. Per il resto stiamo lavorando al nuovo album che spero esca entro la fine dell’estate.

Prima di salutarci ci racconti un po del tuo rapporto con Thor?

Ho conosciuto Thor durante il mio tour di supporto a Gesaffelstein, mi aiutava con il mixing live essendo un sound eingeneer. Dopo questo tour mi sentivo un po sepolta dietro tutte le mie macchine, non riuscivo ad esprimermi come volevo nelle altre parti del mio live. Così Thor ha iniziato a salire on stage con me. Questo mi ha permesso di sentirmi più libera, oltre a dare una nuova spinta creativa alla parte live del progetto C.a.r.

 

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