5 QUESTIONS – STRATA-GEMMA

 

Jazz ed elettronica insieme per questo trio composto da Niccolò Bruni, Luca Cacciatore e Andrea Moretti. Ad occuparsi del loro debutto discografico è Fly By Ninigt Music, label con sede londinese. Gli Strata-Gemma e l’omonimo album nascono prima di tutto su un’amicizia come spesso accade nella musica, le sonorità di Billy Bogus e i fiati di Cacciatore fanno serate insieme e piacciono, soprattutto a Lorenzo che decide di scommettere sulla band. Proprio con Bogus e il fondatore di FBNM abbiamo fatto qualche considerazione sulla nascita del progetto e delle sue sonorità che ognuno interpreta a suo modo cercando di non aderire troppo alle etichette dei generi.


Da dove arriva Strata-Gemma? Qual è Il percorso che vi ha portato a, da una parte a creare, dall’altra a investire su Strata-Gemma?

Niccolò: è un disco che non è pensato per fare serate in quanto proviene già da un numero considerevole di serate, tra location (diciamo) alternative e locali di provincia, ed è il primo album che riesco a confezionare con il mio storico sassofonista e collaboratore Luca Cacciatore con cui suono dal remoto 2001. Il fatto che per strada io abbia incontrato musicisti fenomenali come Andrea Moretti, Igino Caselgrandi e tutti gli altri non fa altro che alimentare la mia soddisfazione per questo debutto: con Luca erano troppi anni che facevamo musica senza aver mai sfornato un album che ci rappresentasse appieno, e finalmente è accaduto. Credo che Strata-Gemma sia la somma più sincera di tutti i drinks assaggiati, le nebbie attraversate (del clima e della mente), i kilometri macinati e le prove fatte in studio degli ultimi anni: lo so, sembra un po’ la presentazione di una blues band, anche se il blues c’è davvero ma è più uno stato della mente. Mi dicono questo sia un disco “Jazz”, invece.

Lorenzo: Per me Strata-Gemma nasce esattamente il 2 giugno 2016, quando Niccolò mi contatta dicendo “Ho finito un altro pezzo, te lo mando da sentire”. Dopo qualche giorno di silenzio e svariati ascolti decido che il progetto è sicuramente interessante e dopo esserci consultati su alcuni dettagli (sostituire alcune batterie elettroniche con un drummer in carne ed ossa ad esempio) decidiamo di procedere con la produzione del disco.

Strata-Gemma: Niccolò Bruni, Luca Cacciatore e Andrea Moretti

In molti blogs e negozi online Strata-Gemma viene anche definito un disco “post-club”. Cosa significa per voi questo termine?

Niccolò: non lo so esattamente ma mi piace. Rappresenta perfettamente il mio stato artistico attuale, cioè come mi sento ora. Post Club poi è un termine che riporta a una certa intimità e fa sembrare vecchio il Club. E lo è davvero “vecchio”, almeno quello che conosco io: francamente le discoteche mi hanno stancato e credo che il tedio sia reciproco.

Lorenzo: Ecco io dopo il “post-club” andrei anche a letto… Non sono molto d’accordo con questa definizione: per me questo disco è cinematico e legato a sonorità alla Nino Rota, mischiate con atmosfere rarefatte, balcaniche e Felliniane e un tocco “elettronic beats” alla Mo’ Wax e le prime release firmate Ninja Tune, tutto molto lontano dalla singola parola ‘club’. Quindi ecco, per me non significa assolutamente niente.

Lorenzo e Niccolò credo abbiate una storia discografica abbastanza simile, dai primi anni della nu-disco fino alla passione per le soundtracks, raccontatemela brevemente.

Niccolò: entrambi abbiamo un’etichetta discografica ed entrambi sappiamo cosa vuol dire sbatterci per pura passione (sicuramente anche questo ha alimentato il nostro feeling): io mi sono focalizzato su un discorso più italo disco con le ultime produzioni di Pizzico Records mentre Lorenzo sta facendo un lavoro meraviglioso su libraries, colonne sonore e musica d’atmosfera con la sua Fly by NightCi siamo conosciuti al Music Market, bellissima e un po’ rimpianta fiera delle etichette indipendenti a Rimini, e da lì è scattato qualcosa, come con altri dj e produttori: è stato un periodo divertente e indirettamente fecondo. Entrambi eravamo ancora legati ad un immaginario “disco” e “dance” all’epoca mentre ora maciniamo colonne sonore e polverose leccornie della “mesoitalia”… Buffo notare come certi percorsi musicali siano così affini, seppur si viva a distanza e ci si senta di rado. Ad ogni modo ritrovarsi con Lorenzo e lavorare a stretto contatto sul disco di Strata-Gemma è stato un vero divertimento.

Lorenzo: sono, come credo anche Niccolo’, appassionato di musica in generale: le colonne sonore e la disco sono sempre state parte della mia vita come il jazz e il punk e molti altri generi. Diciamo che una delle ultime uscite su Fly By Night e’ stata una compilation di Library esclusivamente italiane con il titolo “Musica Per L’Immagine”. Ritengo che Strata-Gemma sia perfettamente in linea con questa uscita.

Dopo la presentazione londinese avete in mente anche qualcosa per l’Italia?

Niccolò: Certo. L’avamposto delle serate Strata-Gemma è tutto italico, anche se stiamo cercando di esportare il live set. Il disco a Londra è stato accolto egregiamente e dopo una bella preview al Brilliant Corner presenteremo l’album, stavolta con la formazione dal vivo, nel locale che ci ha praticamente tenuto a battesimo ovvero il Cotton Club di Modena. Che più che essere un club è un POST club! Venerdì 20 aprile tenetevi liberi dunque.

Lorenzo: Vero! Il Disco qui sta andando a ruba e speriamo che anche in Italia abbia il successo che secondo me merita. Mi piacerebbe portare il trio a Londra, vedremo se sara’ possibile. Fingers crossed!

Ultima domanda per Niccolò che apprezziamo da tempo come dj, 3 dischi che non possono mancare al momento nella vinyl bag di Billy Bogus.

Ora che sono tornato un po’ a suonare le sonorità leftfield che mi hanno tenuto a battesimo come DJ (e fortunatamente aggiungo) eccoti tre dischi che al momento ho sempre in valigia:

If You Need This! A journey into Deep Jazz, raffinatissima compilation della IF Music.
Riccardo Schirò AQUA Un mini LP divertentissimo di una label napoletana che seguo con interesse.
Obsolete Capitalism – Chaos Sive Natura Progetto concettualone dell’amico Rocca che tributa egregiamente il mio idolo Adrian Sherwood, un bel disco “handmade” in tutti i sensi.

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