5 QUESTIONS – MAIOLE

 

Prima ci piaceva tanto, il nuovo è ancora meglio. Maiole ha iniziato il 2018 cantando, una sequenza di singoli che a nostro avviso migliorano con gli ascolti. Da ascoltatori c’era curiosità, si poteva rimanere inizialmente spiazzati, quello che ha fatto Marco non era una scelta scontata e “Crescendo” arrivata in primavera dimostrava che lo stava facendo davvero, la migliore a nostro avviso dei singoli usciti nel 2018. Abbiamo da snocciolarvi 5 curiosità lasciate da Maiole alla nostra Sara, nello studio e sul palco per questa seconda metà del 2018 c’è giustamente ottimismo, nuovi pezzi e tante date.


 

Quando hai iniziato a suonare? Quand’è che hai capito che i synth sarebbero diventati il centro del tuo mondo e della tua musica ?

Da piccolissimo suonicchiavo il pianoforte (mia nonna era una insegnante), poi a 8 anni ho iniziato a suonare la chitarra elettrica. Qualche anno dopo mi sono immerso nella musica classica e ho anche dato un po’ di esami al conservatorio con la chitarra. Quando ho scoperto l’elettronica al liceo ho capito che avrei potuto creare la mia musica senza dover necessariamente impazzire per organizzare le prove con i componenti del mio gruppo (loro avevano la ragazza, io ero ancora troppo piccolo), quindi è stata all’inizio una questione molto pratica per poi scaturire in una dipendenza.

Dopo l’uscita dei tuoi ultimi pezzi, CrescendoBitcoin Tinder, sei soddisfatto del “nuovo corso” che hai intrapreso e del successo che stai ottenendo ?

Sono molto soddisfatto delle cose che sto facendo, a breve uscirà un lavoro più sostanzioso sulla scia dei brani che ho già pubblicato. Era da anni che avevo in mente di scrivere musica pop e finalmente sono riuscito a concretizzare le mie idee con una formula che credo suoni fresca ed originale.

Hai un modo di fare musica che trasmette spontaneità, sincerità, naturalezza. In futuro hai intenzione di arricchire il tuo live inserendo altri componenti o preferiresti continuare da solo? C’è un po’ la tendenza anche in altri nomi italiani a intraprendere questa strada. Tu la ritieni così necessaria ?

Ho già fatto quest’estate concerti con altri musicisti. Mi piacerebbe proporre un concerto ad hoc per ogni situazione (anche se in tour questa cosa è molto difficile), ma per adesso che sono ancora molto libero riesco ad alternare esibizioni più elettroniche da ballo a quelle più tradizionali con una band di tre elementi.

Quali sono gli artisti che ti hanno spronato e “convinto” a voler scrivere tracce tue? Come scrivi le tue canzoni.

L’ho fatto dal giorno in cui ho iniziato a suonare, ero troppo pigro per imparare canzoni di altri artisti e quindi ho da subito iniziato a comporre le mie con le conoscenze che acquisivo di volta in volta. Per questo scrivo i brani ancora sul pentagramma prima di mettermi a smanettare con i synth o Ableton.

Qual’è la strofa di un tuo pezzo che pensi ti rappresenti di più, a cui sei più legato? Mentre la canzone (non tua) che pensi di avere ascoltato più di tutte.

“Questo fine settimana o vado al bar o vado in chiesa” credo che sintetizzi molto bene il mio umore.

La canzone che ho ascoltato di più è sicuramente “Prendila così” di Lucio Battisti.

 

 

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