5 QUESTIONS – JONATHAN CLANCY x HANDMADE FESTIVAL

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Siamo andati a disturbare Jonathan Clancy, il “padre” dell Handmade Festival di Guastalla che si svolgerà Sabato 11 Giugno. Capite bene la fretta del momento, siamo veramente prossimi al via e a questo aggiungete la preview di Venerdì 10 all’Ostello Quattro di Guastalla con Cosmo, Lim e Bienoise. La nostra classica intervista breve fatta di cinque domande è stata più che mai adatta al momento ed efficace per scoprire ad esempio le preferenze di Jonathan e il perchè “piccolo è meglio”.

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Ormai l’Handmade è un punto di riferimento per gli amanti della musica alternativa in Italia. Dove nacque l’idea di organizzare un festival così? Siete stati ispirati da situazioni in cui magari vi siete imbattuti all’estero?

L’idea nacque 9 anni fa perché al tempo c’erano pochi festival che secondo noi rispettavano la “nostra” idea di festival, ovvero intanto quella di far suonare tanti gruppi e non solo 3 o 4. Molti posti si ostinavano a chiamare 3 gruppi e quello per loro era già un festival. Poi Alessio e Danilo, i miei due soci, avevano questa cascina bellissima a Guastalla ed era perfetta come situazione per far suonare delle band. L’ispirazione sicuramente nasce dai viaggi e le esperienze a cui abbiamo partecipato all’estero. Ad esempio del SXSW di Austin abbiamo preso l’idea di far suonare i gruppi poco, massimo 30-40 minuti a testa, così da poter fare veramente tante band.

Quali sono a tuo parere i punti di forza di Handmade, le caratteristiche che maggiormente senti essere distintive rispetto agli altri festival italiani?

Sicuramente la dimensione e la location. Si tratta di un evento aperto e adatto a chiunque, che mette a proprio agio anche famiglie e bimbi piccoli. C’è un trattamento molto equo verso tutte le band indistintamente, mangiano tra il pubblico, non c’è una separazione tra artisti e pubblico. Inoltre puntiamo sull’avere un cast compatto, dove non ci sono band “big” ma tante chicche interessanti da scoprire.

Quali pensi che siano i pro e i contro dell’organizzare l’Handmade in un paese di provincia come Guastalla? Ci sono particolari difficoltà?

In realtà la scelta di fare le cose in un paese piccolo aiuta, perché quando ti devi interfacciare con la “burocrazia” non devi parlare con mille persone, ma spesso riesci ad avere a che fare subito col diretto interessato. E poi ci piace molto la piccola dimensione rurale in cui si svolge.

Avrai sicuramente esibizioni che ti sono rimaste più impresse di altre tra le band che avete ospitato da quando è nato il festival? 

Pow! una band di San Francisco synth-punk, i Dirty Beaches e sicuramente i Warm Soda l’anno scorso (siamo assolutamente d’accordo sui Warm Soda, devastanti! ndr).

Chi cura la grafica del bicchiere quest’anno?

Quest’anno la curerà Makkinoso, un artista di Modena veramente bravissimo.

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Per l’edizione 2016 da quale band ti aspetti di più, o quale sei particolarmente contento di avere nella line up?

Sono molto curioso di rivedere i Wave Pictures a distanza di anni, sono una band imprevedibile, poi sono curioso di vedere il set che farà Miles Cooper Seaton degli Akron/Family, insieme ad Andrea Belfi.

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Manca poco, ci vediamo a Guastalla l’11 Giugno!

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