5 QUESTIONS – GERMANO’

 

Riuscirà Bomba Dischi a compiere l’ennesimo miracolo ? Alex D’Andrea fa musica dal 2008, finito il tempo nelle band ha cominciato nel 2013 a sviluppare il suo progetto. Germanò è cantautorato che s’ispira a Franco Califano e a Roma, come con Carl Brave ad esempio anche qui ci sono canzoni dedicate ai luoghi della capitale. Il disco è uscito a fine Settembre, se ne parla un gran bene e adesso è arrivato il momento di girare con il live, prima di salire domani 1 Dicembre sul palco del LINOLEUM a Milano l’abbiamo intercettato per le nostre 5 domande.


Il tuo primo disco da solista “Per cercare il ritmo” è uscito il 29 Settembre. La release è stata il 20 ottobre a Roma. Ora sei in tour; come stanno andando i live? Come sono le tue sensazioni e che bilancio fai di questi ultimi due mesi densi di novità?
 
Non so, non riesco a fare un bilancio in questo momento. Sono successe tante cosa inaspettate. Per ora mi è capitato di andare in dei posti e trovare persone che mi vogliono bene ed è solo l’inizio delle date di quest’anno. Cerco di vivermi tutto come viene e solo come un punto di partenza.

 
Credo che il tuo sia un album molto solido perchè è ben scritto ed emozionante dall’inizio alla fine. Non solo un paio di singoli d’effetto, ma nove tracce da ascoltare tutte d’un fiato. Pensi che sia così perchè viene dopo una gavetta con i tuoi precedenti gruppi e poi da solista?
 
Sicuramente l’aver fatto qualcosa prima mi ha aiutato tanto. La scrittura è sempre stata una mia ossessione prima ancora della produzione o dell’arrangiamento. Spero di migliorare ancora su tutti gli aspetti.
 
Tu sei italo-australiano e sei nato a Roma, precisamente a trastevere. Da un anno ti sei trasferito a Milano; sei andato lì “per cercare il ritmo”? 
 
Il fine di prendere una decisione importante è proprio cercare di stare meglio e trovare il proprio equilibrio. Andare a Milano per me è stato il giusto compromesso per quello che cercavo un anno fa. Non avrei mai immaginato di andarci a vivere. Ho trovato un sacco di cose e persone belle in questa città.  
 
Nel complesso è un disco parecchio nostalgico ma non malinconico. Da cosa deriva questa nostalgia? Senti che c’è ancora qualcosa che ti manca anche per realizzarti come artista?

 

Come artista sicuramente mi mancano tante cose che non penso recupererò mai. Se fossi completo probabilmente smetterei di provare a fare musica. La nostalgia in genere uno ce l’ha per qualcosa che gli manca, ogni tanto mi torna anche se molto meno di frequente.

 

Ho fatto ascoltare le tue canzoni per settimane ai miei colleghi in ufficio che non sanno bene nemmeno chi siano i Tiromancino o Calcutta e almeno due, più tecnologici, hanno scaricato tutto il disco. L’immediatezza della tua musica e delle immagini che crei è speciale; come avviene la genesi delle canzoni e dei testi? Ti ispiri sempre a esperienze personali?

 
La mattina per me è il momento migliore per fare qualcosa. All’ispirazione ci credo poco. Ognuno di noi in qualsiasi ambito tende a parlare molto di se stessi. Adesso rispetto a prima faccio uno sforzo maggiore per capire come rendere interessante quello che vorrei dire. Veramente in pochi hanno voglia di ascoltare una tua lamentela o sfogo, da quando tengo presente che la musica per me ma soprattutto per gli altri deve rimanere una forma d’intrattenimento ho cominciato a fare le cose un po’ diversamente.

 

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