5 QUESTIONS – EMENÉL

 

Emenél è il progetto solista di Moreno Turi, l’album si chiama “Border Diary” e a dire il vero Moreno dal suo diario ne ha veramente tante di cose da raccontare. Prima di arrivare a produrre collabora sul palco con nomi importanti della musica italiana: dagli Africa Unite a Raiz degli Almamegretta, da Roy Paci agli Sweet Life Society. L’album è un condensato di suoni che Emenél definisce con due parole “elettronica negra”, c’è una componente analogica che insieme alla sua voce danno calore alle tracce di “Border Diary”. Abbiamo chiesto a Moreno come si trova nelle vesti di producer, di live vissuti giù dal palco e ascolti musicali, argomento quest’ultimo che torneremo ad approfondire in futuro.


Da quanto tempo stavi lavorando al disco e che sfida musicale rappresenta per te “Border Diary”

 

Diciamo che ho iniziato a fare i provini prima dell’estate 2016, ma poi mi sono chiuso in studio “ sul serio” a settembre e credo di averci dato dentro per 3 mesi senza sosta. Ho davvero messo tutto ciò che avevo, tutto quello che potevo e volevo dire in quel periodo. Volevo capire fin dove potevo arrivare e ho appreso che era solo un altro punto di partenza. Ho voluto dare spazio alle emozioni, allontanarmi dal reggae ( che poi si sente sempre e abbastanza nelle mie produzioni…almeno il dub ) e fare tutto da solo. Una sfida eccitante che mi ha aiutato a comprendere meglio me stesso e la mia musica e che ora più che mai mi spinge verso una direzione ben precisa. È stato bellissimo. Talmente tanto che non vedo l’ora arrivi settembre di nuovo per rimettermi a lavorare al nuovo disco.

 

Hai collaborato con gli Africa Unite, con Raiz degli Almamegretta, oggi sul palco con Roy Paci e Sweet Society. Qualcosa in mente per i live di Emenèl ?
 

Di cose in mente me ne girano tante, forse troppe! Ho uno spettacolo che mi piace e che sta piacendo al pubblico, dicono che sia il mio punto forte ( come in ogni formazione in cui sono presente ). Ultimamente mi hanno detto che nel live sono “ proprio io, vero” e credo che sia uno dei complimenti migliori che mi potessero fare; in fondo è quello che voglio, essere me stesso. E sono molto felice di mostrare in questo progetto un lato di me che non tutti conoscono…quello più intimo.
 

Di tempo sul palco ne hai passato parecchio, vogliamo sapere se ti piace passarlo anche sotto. Ti piace andare ai concerti ? L’ultimo che ha lasciato il segno ?
 

Ma certo! Un bel ive ti lascia sempre a bocca aperta e non posso certo rinunciare a farmi stupire. I concerti sono un mondo a parte, un’atmosfera meravigliosa. Come farne a meno? Quello che mi ha lasciato senza parole negli ultimi tempi è stato Jack Garratt ( non è stato di certo l’ultimo concerto che ho visto, ma ti assicuro che lo ricordo come se fosse ieri ). Se potessi te lo descriverei pure, ma credimi posso dirti solo che dal vivo è stato incredibile. Mi ha lasciato il segno a tal punto da ispirarmi nel progetto Emenél. Davvero molto bravo lui!

 

Tre pezzi che sono stati una sorta di illuminazione nel tuo percorso musicale.

 Questa è dura! Se ne scelgo alcuni mi sembra di non essere giusto.
Billie Jean di Michael Jackson ( mio idolo sin da quando avevo 4 anni e mi facevo regalare i dischi dai miei genitori ), The Heathen di Bob Marley ( che mi ha indottrinato al reggae e credimi se ti dico che anche lui l’ho amato e studiato come pochi ) e Archangel di Burial.
Quest’ultimo ha toccato corde dentro di me che mi fanno vibrare tuttora. Era la ciliegina che mancava nei miei ascolti. Il brano più bello degli ultimi 12 anni per quanto mi riguarda. Poi ovviamente stiamo parlando di artisti di cui conosco tutta la discografia quasi a memoria che citare solo sti brani è davvero riduttivo. Poi sull’argomento magari faremo una chiacchiera a parte, in cui ti racconterò per bene dei mie ascolti, che vanno dai Casino Royale degli anni 90 ai Metallica, dal reggae giamaicano ai Pink Floyd, da Celentano agli Africa Unite, dai Doors ai Massive Attack… insomma come avrai ben capito il mio viaggio musicale è davvero 360 gradi e ci sarebbe da parlarne per ore.

 

Come ti senti nelle vesti di producer ? Nel futuro di Moreno che progetti ci sono ?

Fare il producer mi piace tanto. Adoro inventare i brani dal nulla o lavorare su brani di altri musicisti che si affidano a me. Perché se è vero che fare i concerti è una cosa splendida è altrettanto vero che veder nascere una canzone è un’emozione indescrivibile. Forse negli ultimi tempi lo preferisco addirittura. Credo sia perché ho scoperto di avere ancora tante cose da dire e soprattutto perché sto riuscendo a dirle nel modo che più mi piace, fatto sta che è una veste che non mi spiace affatto. Poi direi che producendo posso anche dare un senso alla marea di musica e nuovi suoni che ascolto…ho fame di musica (e non solo..ahahah ) e mentre produco metto in atto tutti gli appunti mentali che prendo quando mi metto a ricercare musica nuova o a riascoltare un vecchio disco. Creare una canzone mi manda in estasi, che ci posso fare? Nel futuro immediato c’è un tour con Sweet Life Society e un tour con il mio progetto Emenél. Poi sto lavorando ad un altro progetto molto particolare che unisce la musica popolare alla musica elettronica e che presenterò in Salento i primi di Giugno; sto producendo anche due dischi di due artisti ( un lui e una lei ) che reputo davvero molto bravi; attendo l’uscita di alcune collaborazioni che ho fatto nei mesi scorsi; sto programmando un’uscita a ridosso dell’estate con un inedito ( se trovo il tempo di ultimarlo ) e alcuni remix del mio disco uscito a Gennaio “ Border Diary “ fatti da producer che stimo molto e di cui non dirò i nomi perché sarà una bella sorpresa; in fine come ho già detto all’inizio non vedo l’ora che arrivi settembre per mettermi con testa e cuore a lavorare al mio nuovo disco. Te lo ripeto ancora, non vedo l’ora!

 

 

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