5 QUESTIONS – EEGO

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Ad Antonio Castellano in arte Eego ci siamo avvicinati dopo l’ascolto del suo primo Ep “June”, un lavoro importante che ci ha reso curiosi, così dopo più di un mese dall’uscita abbiamo fatto qualche domanda ad Antonio. Per la sua musica si usano riferimenti importanti come Mount Kimbie o Archy Marshall, trip hop d’autore come nella golden age bristoliana che dal 3 Giugno è disponibile via DoubleDoubleU …ma adesso lasciamo parlare Eego.


 

Ciao Antonio, ci vuoi spiegare com’è nato nei modi e nei tempi “June”, che strumentazione hai utilizzato e cos’è è cambiato tra te e Matteo Novembre aka Arua dal progetto precedente a nome White Wallet.

Tutto il progetto Eego è nato un po’ per caso, eravamo da un anno sui brani dei White Wallet e per tanti motivi le uscite venivano rinviate, io e Matteo abbiamo sbroccato, anche tra di noi inizialmente, e preso strade diverse. Una sera in cui ero giù ho deciso di pubblicare “Rubber”, scritta 3-4 ore prima, poi con Matteo e gli altri che avevano creduto nei WW ci siamo presi una birra, le due “W” di White Wallet sono diventate la doubledoubleu (etichetta per la quale è uscito “June”) e io ho cominciato a lavorare a “Mask”, “Night” e “Wings”, tutti brani che avevo scritto per i White Wallet e per i quali la voce di Matteo era fondamentale. Anche per questo l’unico filo conduttore di “June” è quell’atmosfera un po retrò data dai Moog e dai Rhodes. È un disco incoerente e malinconico, con un nome ed una copertina estiva, perché poi io sono una persona incoerente e malinconica con spesso indosso camicie improbabili e colorate.

Si percepisce una patina vintage, sbagliamo nel dire che “June”  è un album che recupera una formula trip hop bristoliana che la voce di Matteo riesce a rendere meno cupa, più calda e velatamente pop ? Che riferimenti musicali hai avuto in fase di produzione cosa ci senti adesso a lavoro finito?

Il trip-hop ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della musica secondo me, c’era l’hip hop e l’elettronica, il tango e la drum’n’bass, il jazz e il soul, e potevi trovarli tutti nello stesso disco. Io sono un calabrese con gli occhi azzurri, ereditati da chissà quale avo mitteleuropeo, e la passione per la musica nera inglese, per la Ninja Tune e per i Blur; Matteo è un italo-brasiliano che balla la techno e ama l’elettronica. Quali altri generi avremmo potuto fare?

 

Hai affermato tu stesso che non ti piace lavorare da solo in studio, come procedi solitamente quando ti avvali di collaborazioni? In “Night” ad esempio ci sono i cori di A’aime Portioli aka Grand River, hai in ballo qualche collaborazione anche per il futuro con altri nomi italiani oppure quelli con cui vorresti averle. Stai pensando anche a qualche remix su qualche traccia di “June” ?

Io e Aimée provammo a fare alcune collaborazioni sette o otto anni fa, io era una testa di cazzo e smettemmo con qualche rimpianto da parte mia visto il suo immenso talento già allora, quando ancora Grand River non esisteva. Col passare del tempo però ho capito che la musica è un rito collettivo, ho quasi smesso di ascoltarne in cuffia perché preferisco condirla col gin tonic e sporcarla con le chiacchiere degli amici. Che poi è esattamente così che è nata l’idea del primo remix di “Night” in uscita a brevissimo: chiacchierando col bicchiere in mano con Simone aka A Safe Shelter.

Che cosa hai messo come priorità per il futuro ? Tornare in studio oppure portare il progetto dal vivo e dobbiamo aspettarci una “versione” live delle tracce ? . Noi ad esempio ci immaginiamo un supporto video alle atmosfere crea te da te e Matteo … tu cosa ci puoi dire ?

Ho lavorato a un live che proverò dal vivo per la prima volta quest’estate al Somewhere Festival, da questo live sono uscite delle nuove versioni di “Dear” e “Rubber” che verranno registrate e usciranno a breve. In autunno arriverà il vinile in edizione limitata di “June” (in preorder su eego.bandcamp.com) mentre a fine anno vorrei uscire con un nuovo lavoro in studio e finalmente col live multimediale. Poi, nei fatti, ‘sti piani a lungo termine non li azzecco mai quindi aspettiamo e vediamo…

 

Per chiudere vogliamo chiederti cinque album che stai ascoltando più di altri in questo periodo.

Spulciando le attività recenti su Amazon direi: il primo di Ghostpoet, che più lo ascolto più vince sugli ultimi, l’ultimo di Dj Koze, l’ep degli Yombe, che sono una delle cose più fighe uscite in Italia ultimamente e poi due dischi italiani non recentissimi ma strepitosi: “Hamletmachine” di Goodmorningboy e “Quantum Leap” dei Dumbo Gets Mad.

 

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