5 QUESTIONS – DAYKODA

 

Con Daykoda abbiamo fatto un salto verso l’alto, e quanto vorremmo che fosse il capofila di altri giovanissimi in arrivo. Per darvi una direzione sulla musica di Andrea Gamba usiamo riferimenti importanti come Bonobo, non vogliamo sembrare esagerati, ma quando grazie a Beat Machine Records abbiamo ascoltato l’EP precedente ci siamo subito resi conto della qualità delle sue produzioni. Non a caso il salto oltr’alpe è arrivato immediatamente, “Lucid Dreams” esce per una label francese, Orikami Records, e francesi sono anche le recenti esperienze dal vivo di Daykoda. Di queste soddisfazioni recenti, del conservatorio e del live di presentazione dell’ultimo EP abbiamo chiesto direttamente ad Andrea che VENERDI 11 suonerà all’Ex Dogana di Roma per l’evento Secret Installation w/RASTER, si …metà di Raster Noton.

 

Tracce come ricordi o frammenti di vita, avevi così definito il precedente EP. Cosa hai messo di tuo invece in “Lucid Dreams” ? Sono tutte tracce composte dopo “Hard times and view points” ? E quanto, anche se in poco tempo, ha inciso l’esperienza del conservatorio?

Considero “Lucid Dreams” una parte importante della mia evoluzione in musica. Con questo disco ho cercato di essere me stesso e di costruire il mio peculiare suono, la mia pasta sonora. Ho cercato di costruire delle storie attorno alle tracce, sogni ad occhi aperti – che ho cercato di stendere in musica – con l’intenzione di far vedere a chi ascolta il mondo come lo vedo io, per una ventina di minuti almeno.

In “Lucid Dreams” tutti i pezzi sono stati composti nell’ultimo anno, a partire dal post “Hard Times and View Points” (che potete ascoltare qui: daykodamusic.bandcamp.com). Niente studi di registrazione, niente hardware spaziale: solo io, il mio computer e la mia chitarra in cameretta.

Il conservatorio mi ha sicuramente aiutato a costruire un suono più di qualità e pulito, oltre che a darmi mezzi tecnici e una forma mentis in grado di espandere la mia musica in più direzioni, lasciandomi prendere (e perdere) dalla curiosità.

Hai cominciato con la chitarra e sei finito a realizzare downtempo? Come ti sei avvicinato a certe sonorità?

La chitarra non l’ho mai mollata! Inizialmente, diciamo fino ai 16 / 17 anni, ascoltavo rock, hard rock, indie e punk, influenzato da amici e sopratutto da mio padre, grande amante del genere. Durante le superiori mi sono avvicinato a suoni più elettronici e “ibridi” come quelli dei Radiohead (gruppo fondamentale per il mio “switching” all’elettronica). Da lì è stato un fiume in piena, da Bonobo a Brainfeeder alla lo-fi in circa 2 anni.

Stai girando per le radio, anche in Francia. Raccontaci un po’ dell’esperienza.

Sì, pochi giorni fa sono stato a Parigi per un mini-tour promozionale di qualche giorno. Pur conscio della bellissima opportunità, ammetto di essere stato un pochino agitato all’idea di dover andare in radio straniere a mettere musica e parlare dei miei lavori. Appena arrivato però i ragazzi di Orikami Records mi hanno subito messo a mio agio e trattato come se fossi stato sempre della cricca, è stato bellissimo.

Ho conosciuto un sacco di persone tra Rinse France e Hotel Radio Paris, ho avuto modo di suonare al Le Mellotron (dove passa a “dire la sua” il gotha della musica che seguo), ho persino avuto tempo di godere di una città stupenda con uno dei miei migliori amici. Più di così….

In Santeria Paladini il 5 Maggio hai presentato “Lucid Dreams” al pubblico. Com’è andata? Con che strumentazione ti sei mosso e che progetti hai per i live futuri. Dobbiamo pensare a qualcuno sul palco con te in futuro?

Sabato è andata bene, l’accoglienza dei ragazzi di Santeria Paladini 8 è stata davvero ottima, approfitto per ringraziarli per la disponibilità! Ho suonato alcuni pezzi di “Lucid Dreams” e “Hard Times and View Points”, ho preferito adottare un setup minimale, tra scheda audio e controller MIDI, oltre alla mia inseparabile chitarra ovviamente. Ho persino cantato!

Per quanto riguarda i progetti futuri, beh…al momento sto girando con un live solista, ma credo che in futuro le possibilità di assistere ad un LIVE di DayKoda con almeno un altro componente sul palco non saranno remote (ride, ndr).

Ultima domanda dedicata alle sneakers, fa parte del gioco quando passi su beat to be. Come ti trovi con le sneakers ? Hai un modello a cui sei stato particolarmente legato ?

Da buon musicista con la chitarra nel cuore adoro Converse e Vans. Non metto altre scarpe da 5 anni almeno. Regalatemene un paio (ride, ndr)!


DAMMI 10 PEZZI – DAYKODA

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